Anatomia
Branca delle scienze
naturali che studia l'organizzazione strutturale degli organismi viventi.
L'anatomia (dal greco anatomé, "dissezione") è una scienza
antica, che affonda le sue radici in epoca preistorica. Per secoli le conoscenze
anatomiche sono state tratte dall’osservazione diretta di piante e animali
sezionati. Una conoscenza adeguata della struttura dell'organismo vivente non può
prescindere dalla conoscenza delle sue funzioni e dalle patologie che possono
alterarne l’organizzazione; pertanto l'anatomia è correlata ad altre
discipline, in particolare la fisiologia e la medicina.
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PRINCIPALI DISCIPLINE DELL’ANATOMIA |
L’anatomia può essere
suddivisa in varie discipline, che prendono in considerazione diversi campi
d’interesse.
È possibile distinguere
un’anatomia animale e un’anatomia vegetale, a seconda che si prendano in
esame gli organismi animali o vegetali. Nell’anatomia animale si possono
considerare l’anatomia umana, che si occupa della struttura degli esseri
umani, e l’anatomia comparata, che studia somiglianze e differenze tra le
strutture dei diversi organismi animali. La comparazione anatomica permette di
ottenere elementi importanti per gli studi sull’evoluzione e per la
classificazione tassonomica.
L'anatomia può essere
suddivisa anche in base ai processi biologici esaminati: ad esempio, l'anatomia
dell'embrione studia la modificazione delle strutture durante lo sviluppo
embrionale, mentre l'anatomia patologica si occupa delle alterazioni presenti
negli organi malati. L'anatomia può essere, inoltre, classificata in base alle
tecniche utilizzate: la microanatomia, ad esempio, studia strutture visibili
solo con l'ausilio del microscopio ottico ed elettronico, mentre l’anatomia
radiologica si avvale di mezzi radiologici.
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Istochimica e citochimica |
Due specializzazioni dell’anatomia,
tra loro strettamente collegate, sono l’istochimica e la citochimica. L’istochimica
permette di osservare al microscopio la presenza di una particolare attività
enzimatica in un determinato tessuto e di misurarne il grado di attività in
condizioni differenti. La citochimica permette di compiere osservazioni
sull’attività chimica delle cellule. La presenza di determinati colori
all'interno delle cellule può indicare che si sono verificate particolari
reazioni chimiche. Inoltre, l'intensità del colore può essere un indice della
forza della reazione. Questi studi hanno permesso di chiarire la funzione di
molti enzimi, fornendo ulteriori conoscenze a quelle acquisite mediante i metodi
biochimici di purificazione delle molecole enzimatiche e di analisi
cristallografica.
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CENNI STORICI |
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Il più antico studio sistematico
di anatomia conosciuto è contenuto in un papiro egizio databile attorno al 1600
a.C.; esso rivela la conoscenza, da parte degli scienziati del tempo, della
struttura dei visceri, ma non della loro funzione. Lo stesso bagaglio di
conoscenze si riflette negli scritti di Ippocrate, un medico greco del V secolo
a.C. Nel IV secolo a.C., Aristotele ampliò molto le conoscenze anatomiche sugli
animali. Tuttavia, il primo progresso che conferì all'anatomia umana il rigore
di una disciplina scientifica venne compiuto nel secolo seguente dai medici
greci Erofilo ed Erasistrato che, sezionando cadaveri, furono i primi a
distinguere molte funzioni, tra cui quelle del sistema nervoso e della
muscolatura. Gli antichi romani e gli arabi compirono scarsi progressi in questo
campo.
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Origini dell’anatomia moderna |
La storia dell'anatomia
moderna inizia nel Rinascimento, con la pubblicazione, nel 1543, dell'opera
dell'anatomico belga Andrea Vesalio. Prima della pubblicazione di questo
trattato, gli anatomici basavano le loro conoscenze sugli scritti di scienziati
vissuti più di mille anni prima, come quelli del medico greco Galeno, che si
era limitato alla dissezione e all'osservazione di organi animali. Vesalio e
altri anatomici del Rinascimento fondarono, invece, le loro opere
sull'osservazione diretta di cadaveri, ponendo così le basi dell'anatomia
moderna.
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Nascita dell’anatomia microscopica |
L'invenzione, avvenuta
nel XVII secolo, del microscopio portò allo sviluppo dell'anatomia
microscopica, che può essere distinta in istologia (studio dei tessuti) e
citologia (studio delle cellule). Nello stesso secolo, l'anatomico italiano
Marcello Malpighi compì le prime osservazioni della struttura microscopica di
piante e animali. I più importanti anatomici dell'epoca di Malpighi erano,
tuttavia, riluttanti ad accettare l'anatomia microscopica che oggi costituisce,
invece, la base dell'anatomia moderna. Oggi le indagini microscopiche si pongono
anche l'obiettivo di identificare il rapporto esistente tra la struttura
osservata a occhio nudo e quella fornita dal microscopio.
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Anatomia patologica e anatomia comparata |
L'anatomia patologica
fu fondata, come disciplina scientifica, dal medico italiano Giambattista
Morgagni, mentre l'anatomia comparata fu sistematizzata dal naturalista francese
Georges Cuvier alla fine del XVIII secolo. Nel XIX secolo, l'anatomia fece
rapidamente molti progressi di grande portata, in gran parte grazie ai
perfezionamenti ottenuti nel campo della microscopia ottica e dei metodi di
fissazione e colorazione delle cellule e dei tessuti. Vennero, inoltre,
perfezionati i metodi della microtomia, che consentono il taglio dei tessuti in
sezioni estremamente sottili.
Nel corso del XX secolo,
l'anatomia microscopica conobbe un ulteriore, importante sviluppo grazie
all'introduzione di microscopi dotati di una risoluzione e di un ingrandimento
molto superiori a quelli fino ad allora impiegati e, pertanto, in grado di
rivelare dettagli prima poco chiari o invisibili. Rispetto al microscopio ottico
convenzionale, il microscopio a luce ultravioletta permette, ad esempio, di
ottenere un contrasto maggiore, in quanto le lunghezze d'onda di questi raggi
sono minori di quelle della luce visibile (il potere di risoluzione di un
microscopio è inversamente proporzionale alla lunghezza d'onda della luce
impiegata). Questo tipo di microscopio viene anche utilizzato per sottolineare
particolari dettagli, grazie all'assorbimento selettivo, da parte dei tessuti,
di determinate lunghezze d'onda presenti nell'ultravioletto. L'invenzione del
microscopio elettronico, che rispetto al microscopio ottico raggiunge un potere
di risoluzione e livelli d'ingrandimento enormemente superiori, ha consentito di
esplorare strutture subcellulari prima intoccabili dall'indagine anatomica.
Altri microscopi moderni, come il microscopio a contrasto di fase e il
microscopio interferenziale, hanno permesso di osservare materiali viventi privi
di colorazione artificiale, i quali sarebbero risultati invisibili al
microscopio convenzionale.
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Nascita dell’anatomia radiologica |
La scoperta dei raggi
X, compiuta dal fisico tedesco Wilhelm Röntgen, ha consentito agli anatomici di
studiare i tessuti e gli apparati all'interno di animali viventi. La prima
fotografia ai raggi X, o radiografia, fu realizzata nel 1896 su una mano umana.
Le moderne tecniche radiologiche permettono di ottenere immagini tridimensionali
dei tessuti molli dei visceri (dopo l'ingestione di particolari liquidi opachi)
e di sezioni del corpo, analizzate da fasci di raggi X ed esaminate poi da un
computer ( Tomografia computerizzata; Tomografia a emissione di
positroni). Altre tecniche non invasive comprendono l'uso degli ultrasuoni per
ottenere immagini dei tessuti molli (ecografia) e l'applicazione delle tecniche
di risonanza magnetica nucleare a scopi diagnostici e di ricerca.
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ORGANIZZAZIONE ANATOMICA DEI VIVENTI |
Gli studi anatomici sui viventi hanno permesso di chiarire la loro organizzazione. L’unità fondamentale che costituisce tutti gli organismi è la cellula. A parte i procarioti e i protisti, che sono unicellulari, ossia formati da un’unica cellula, tutti gli altri viventi sono pluricellulari. Negli organismi meno evoluti (tra cui celenterati, ctenofori, alghe, muschi e licheni) si osserva un’organizzazione delle cellule che non prevede la formazione di veri e propri tessuti, ma la tendenza a una certa specializzazione di diversi gruppi cellulari, che possono assumere, ad esempio, un ruolo di assorbimento delle sostanze nutritive o una funzione riproduttiva. A livelli più evoluti, si osserva una vera e propria specializzazione di gruppi cellulari che costituiscono tessuti distinti, ognuno dei quali svolge una determinata funzione. I tessuti si organizzano in organi, ossia in strutture deputate a svolgere un particolare ruolo; a loro volta, gli organi si strutturano in apparati o sistemi, capaci di esplicare funzioni complesse, come la digestione, l’escrezione o la riproduzione.
| Nell’uomo, in particolare, gli apparati comprendono | |||
| l’apparato digerente | l’apparato escretore | l’apparato riproduttore | l'apparato respiratorio |
| l’apparato circolatorio | il sistema immunitario | il sistema linfatico | il sistema endocrino |
| il sistema nervoso | l’apparato scheletrico | l'apparato muscolare | |
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