Scienza
Termine usato per indicare, nel suo senso più ampio, la conoscenza sistematizzata in ogni campo del sapere (scientia da scire, "sapere"); più specificamente viene applicato all'organizzazione delle esperienze sensibili e delle ipotesi sperimentalmente controllabili. Si parla di scienze pure per indicare la ricerca del sapere fine a se stesso, in opposizione alle scienze applicate, che si occupano degli usi pratici della conoscenza scientifica, e alla tecnologia, che fa in modo di realizzarli.
Galileo Galilei, astronomo, fisico e filosofo, diede un impulso fondamentale allo sviluppo della scienza affermando la necessità della sperimentazione come metodo di ricerca. Nel 1612 si schierò a favore della teoria copernicana, aspramente condannata dalla Chiesa e respinta dalla comunità scientifica del tempo. Il dipinto, su tela di scuola italiana, è conservato nella Galleria dei Ritratti del Castello di Ambras a Innsbruck (Austria).
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ORIGINI DELLA SCIENZA |
I primi tentativi di ordinare
e organizzare la conoscenza si possono far risalire all'epoca preistorica, con
le incisioni rupestri delle popolazioni del Paleolitico, i segni numerici
scolpiti sul legno o sulla pietra, e alcuni manufatti giunti fino a noi dalle
civiltà del Neolitico. I più antichi documenti di indagini protoscientifiche
vengono dalle civiltà mesopotamiche: liste di osservazioni astronomiche, di
sostanze chimiche, di sintomi di malattie e svariate tavole matematiche incise
con scrittura cuneiforme su tavolette d'argilla. Da altre tavolette risalenti al
2000 ca. a.C. si deduce che i babilonesi conoscevano il teorema di Pitagora,
sapevano risolvere equazioni di secondo grado e avevano sviluppato un sistema di
numerazione sessagesimale (in base 60), da cui derivano i nostri attuali sistemi
di misura del tempo e degli angoli. Risalgono circa alla stessa epoca alcuni
papiri rinvenuti nella Valle del Nilo, contenenti informazioni sul trattamento
delle ferite e delle malattie, e sul calcolo del volume del tronco di piramide.
Alcune unità di misura di lunghezza dei giorni nostri si possono far risalire a
modelli egizi, mentre l'attuale calendario è il risultato indiretto di
osservazioni astronomiche pre-elleniche.
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NASCITA DELLA SPECULAZIONE SCIENTIFICA |
La conoscenza scientifica
in Egitto e in Mesopotamia aveva perlopiù finalità pratiche ed era priva di
un'organizzazione sistematica. Tra i primi studiosi greci alla ricerca delle
cause ultime dei fenomeni naturali, il filosofo Talete, nel VI secolo a.C.,
propose un modello cosmologico in cui la Terra era concepita come un disco
piatto fluttuante nell'acqua, l'elemento dal quale si riteneva derivasse
l'infinita varietà dei fenomeni naturali. Il suo discepolo Pitagora, matematico
e filosofo, fondò un movimento che riconosceva nella matematica il fondamento
di ogni genere di investigazione scientifica, in particolare dell'astronomia. I
pitagorici proposero un modello in cui la Terra, sferica, era posta in orbita
circolare intorno a un punto centrale detto Fuoco. La filosofia naturale della
scuola ionica e le scienze matematiche della scuola pitagorica trovarono una
sintesi nel IV secolo a.C., nelle teorie filosofiche di Platone e Aristotele. Se
presso l'Accademia di Platone si applicava il metodo deduttivo per elaborare una
concezione di tipo matematico della realtà, al Liceo di Aristotele il metodo
era invece induttivo, e la rappresentazione della realtà era prevalentemente
descrittiva e incentrata sugli aspetti qualitativi dei fenomeni, in particolare
in campo biologico. Nello sviluppo successivo della conoscenza scientifica,
entrambi questi due diversi approcci hanno giocato un ruolo determinante.
Durante l'età ellenistica,
che fece seguito alla morte di Alessandro Magno, Eratostene sostenne la sfericità
della Terra, calcolandone la lunghezza della circonferenza; l'astronomo
Aristarco di Samo elaborò un modello planetario eliocentrico (centrato sul
Sole), tesi che non trovò fortuna per lunghissimo tempo. Archimede pose le basi
della statica e dell'idrostatica (che divenne poi una parte della meccanica dei
fluidi); Teofrasto fondò la botanica; l'astronomo Ipparco sviluppò la
trigonometria, mentre Erofilo ed Erasistrato posero le basi dell'anatomia e
della fisiologia.
Dopo la distruzione di
Cartagine e Corinto da parte dei romani, avvenuta nel 146 a.C., la ricerca
scientifica attraversò un periodo di stasi, per riprendere vigore nel II secolo
d.C., durante l'impero di Marco Aurelio. A quest'epoca risalgono l'Almagesto
di Tolomeo, imponente sintesi astronomica che, proponendo il sistema
geocentrico, orientò la ricerca fino al Seicento, e gli studi in campo medico
del fisico e filosofo Galeno. Circa un secolo dopo nacque l'alchimia, nuova
disciplina sperimentale scaturita dalla pratica della metallurgia.
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LA SCIENZA NEL MEDIOEVO E NEL RINASCIMENTO |
Fu Keplero a dare consistenza matematica alla teoria eliocentrica di Copernico, che rivoluzionava la visione tradizionale dell'universo affermando che la Terra ruota intorno al Sole e non viceversa. Egli formulò tre leggi che definivano la traiettoria e la velocità del moto orbitale di tutti i pianeti del sistema solare. Isaac Newton si avvalse anche degli studi di Keplero per giungere alla sua teoria della gravitazione.
Durante il Medioevo le
principali aree culturali nel mondo erano sei: l'Occidente latino, l'area
greco-orientale, quella cinese, quella indiana, il mondo arabo e la civiltà
Maya. Fino al XIII secolo l'Occidente non contribuì significativamente allo
sviluppo della scienza, dal mondo greco vennero semplici riformulazioni del
sapere dell'antichità, mentre i Maya non sortirono alcuna influenza.
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Le culture asiatiche |
In Cina la scienza conobbe
sporadici periodi di progresso, che però non furono mai sistematici e
prolungati. La matematica in Cina raggiunse il suo apice nel XIII secolo, con lo
sviluppo del metodo matriciale (l'uso di matrici) per la risoluzione delle
equazioni algebriche (vedi Algebra lineare). Molto più importante fu
comunque l'impatto che ebbero in Europa alcune innovazioni pratiche cinesi; ad
esempio, il processo di produzione della carta e della polvere da sparo, le
tecniche di stampa e la bussola.
Dall'India vennero importanti
contributi alla scienza quali l'introduzione delle cifre dette indo-arabiche,
tuttora in uso, e la rielaborazione della trigonometria in una forma quasi
moderna. Questi progressi vennero dapprima trasmessi agli arabi, che li
sintetizzarono con i contributi migliori provenienti da fonti babilonesi,
cinesi, greche e indù. Verso il IX secolo, la città di Baghdad, sul fiume
Tigri, divenne un importante centro di scambi di conoscenze scientifiche, che a
partire dal XII secolo si trasmisero in Europa attraverso la Spagna, la Sicilia
e Bisanzio.
Nel XIII secolo, lo studio
delle antiche opere scientifiche nelle università europee accese una
controversia sul metodo scientifico. I cosiddetti realisti sostenevano
l'approccio platonico, mentre i nominalisti preferivano il punto di vista
aristotelico. Nelle università di Oxford e di Parigi, tali discussioni
permisero notevoli progressi in ottica e cinematica, preparando il cammino al
lavoro di Galileo Galilei e di Giovanni Keplero.
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Copernico: la rivoluzione astronomica |
La peste nera e la guerra
dei Cent'anni interruppero lo sviluppo del sapere scientifico per più di un
secolo, ma verso il XVI secolo si ebbe una ripresa. Nel 1543 l'astronomo polacco
Niccolò Copernico pubblicò il De revolutionibus orbium coelestium, che
rivoluzionò l'astronomia, con un'ipotesi di moto di rotazione della Terra
attorno al proprio asse e intorno al Sole, matematicamente ben fondata, ma
ancora priva di sostegno empirico. Sempre del 1543 è la pubblicazione del De
humani corporis fabrica dell'anatomista belga Andrea Vesalio, che rivide e
corresse gli insegnamenti medici di Galeno, permettendo di comprendere il
sistema di circolazione del sangue. Due anni dopo, l'Ars Magna di
Gerolamo Cardano, matematico, fisico e astrologo, inaugurò l'era moderna
dell'algebra con il metodo di risoluzione delle equazioni di terzo e quarto
grado.
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LA SCIENZA NELL'ETÀ MODERNA |
Isaac Newton
Isaac Newton, vissuto tra il XVII e il XVIII secolo, fu uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi. A lui si devono i principi della dinamica, la legge della gravitazione universale, il calcolo infinitesimale e importanti scoperte sulla natura della luce e dei colori.
I principi del metodo
scientifico e alcune scoperte che costituiscono la base della scienza moderna
risalgono al XVII secolo, e sono principalmente dovuti al genio di Galileo, che,
agli antichi metodi della deduzione e dell'induzione su cui si basava la
ricerca, aggiunse l'osservazione sperimentale realizzata con strumenti di
recente realizzazione, quali il telescopio, il microscopio e il termometro.
Verso la fine del XVII secolo, il campo della sperimentazione scientifica si
ampliò grazie all'invenzione di altri strumenti d'indagine, tra i quali il
barometro del fisico e matematico Evangelista Torricelli, il pendolo del
matematico, fisico e astronomo olandese Christiaan Huygens e la pompa aspirante
messa a punto dal fisico e chimico inglese Robert Boyle e dal fisico tedesco
Otto von Guericke.
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Newton: scienziato e filosofo |
Il punto culminante di
tutti questi sforzi fu la scoperta della legge di gravitazione universale,
enunciata nei Philosophiae naturalis principia mathematica (1687) dal
fisico e matematico inglese Isaac Newton. Nello stesso periodo, l'invenzione del
calcolo differenziale, realizzato dallo stesso Newton e, indipendentemente, dal
filosofo e matematico tedesco Gottfried Wilhelm Leibniz, pose le basi per lo
sviluppo della scienza e della matematica fino ai livelli di complessità che
oggi conosciamo.
Le teorie di Newton e
il sistema filosofico del matematico e filosofo francese René Descartes
costituirono le premesse del materialismo scientifico, corrente di pensiero
dominante del XVIII secolo, con il quale i processi della vita venivano spiegati
su basi puramente fisico-chimiche. La fiducia nell'approccio scientifico si
estese anche alle scienze sociali e ispirò l'età dell'illuminismo, che culminò
con la Rivoluzione francese del 1789; nello stesso anno il chimico francese
Antoine Laurent Lavoisier pubblicò il Trattato elementare di chimica,
che segnò l'inizio di una rivoluzione nella chimica quantitativa.
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Le grandi teorie del XIX secolo |
Durante il XVIII secolo,
gli sviluppi scientifici prepararono la strada alle grandi scoperte del secolo
successivo, che viene ricordato come il "secolo delle correlazioni",
per gli importanti legami che si evidenziarono fra diversi domini della scienza.
Sono di questo periodo la formulazione della teoria atomica della materia di
John Dalton; le teorie elettromagnetiche di Michael Faraday e James C. Maxwell;
la legge della conservazione dell'energia, enunciata da James P. Joule.
Grande rilievo ebbe la
teoria biologica dell'evoluzione, espressa da Charles Darwin nella sua opera Sull'origine
delle specie per mezzo della selezione naturale, pubblicata nel 1859, che
scosse la comunità scientifica, come Copernico aveva fatto nel XVI secolo.
All'inizio del XX secolo, comunque, la teoria dell'evoluzione venne unanimamente
accettata, mentre restava controversa la definizione dei meccanismi che inducono
la trasmissione dei caratteri genetici.
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Il XX secolo |
Il XX secolo si aprì con
sconvolgenti innovazioni della fisica, conseguenze della teoria della relatività
e della meccanica quantistica. Nel 1927 il fisico tedesco Werner Heisenberg
formulò il principio di indeterminazione, che definisce l'impossibilità
sperimentale di conoscere con precisione (grande a piacere) la posizione e la
velocità di una particella, mentre la meccanica quantistica interpretò
statisticamente le grandezze fisiche, mostrando il significato di
"probabilità" che deve essere associato all'equazione che descrive il
moto di una particella.
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IL TRASFERIMENTO DEL SAPERE SCIENTIFICO |
Nel corso della storia,
la conoscenza scientifica è stata trasmessa principalmente per mezzo di
documenti scritti, alcuni dei quali hanno ormai più di 4000 anni. Dall'antica
Grecia non ci è giunto nessuno degli studi fondamentali anteriori agli Elementi
di Euclide (300 ca. a.C.), e solo la metà dei trattati scritti dagli scienziati
più celebri si sono conservati fino ai giorni nostri. Alcuni di questi sono in
greco, altri furono tradotti e tramandati da studiosi arabi nel corso del
Medioevo. Si deve principalmente alle scuole e alle università medievali
l'opera di conservazione di questi testi e la promozione dell'attività
scientifica.
A partire dal Rinascimento,
invece, questo lavoro venne organizzato dalle società scientifiche; la prima di
queste, tuttora esistente, è l'Accademia nazionale dei Lincei (a cui Galileo
apparteneva), fondata nel 1603 per promuovere la ricerca nei campi delle scienze
matematiche, fisiche e naturali. In seguito, con il supporto dei rispettivi
governi, vennero istituite la Royal Society (1662) a Londra e l'Académie des
Sciences de Paris (1666) a Parigi. Si deve a queste organizzazioni la
pubblicazione delle prime riviste scientifiche, l'inglese “Philosophical
Transaction” e la francese “Mémoires”. Durante il XVIII secolo altre
nazioni crearono le proprie accademie di scienze. Negli Stati Uniti, un club
organizzato nel 1727 da Benjamin Franklin divenne, nel 1769, l'American
Philosophical Society. Nel 1780 fu istituita l'American Academy of Arts and
Sciences ad opera di John Adams, che venne eletto presidente degli Stati Uniti
nel 1796. Nel 1831 ci fu la prima riunione della British Association for the
Advancement of Science , nel 1848 venne fondata la American Association for the
Advancement of Science, e nel 1872 la Association Française pour l'Avancement
des Sciences. Queste organizzazioni fondarono rispettivamente le riviste
scientifiche “Nature, Science” e “Compte-Rendus”. Il numero dei giornali
scientifici crebbe rapidamente, tanto che, fra gli anni 1930-1933, se ne
contavano circa 36.000, in 18 lingue diverse.
A partire dalla fine del
XIX secolo la comunicazione tra gli scienziati è stata agevolata da
organizzazioni internazionali, come l'International Bureau of Weights and
Measures (Ufficio internazionale di pesi e misure, 1873) e l'International
Council of Research (Consiglio internazionale delle ricerche, 1919).
Quest'ultimo è una federazione internazionale cui fanno capo associazioni
internazionali relative a ciascuna disciplina scientifica. Tali associazioni
tengono congressi a intervalli regolari, dei quali poi vengono pubblicati gli
atti. Oltre alle organizzazioni scientifiche nazionali e internazionali, anche
numerose industrie hanno dipartimenti di ricerca che pubblicano con regolarità
il resoconto del loro lavoro, o lo presentano all'ufficio brevetti del governo,
per la pubblicazione di estratti su periodici specializzati.
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I DOMINI DELLA SCIENZA |
Originariamente la conoscenza
della natura procedeva in modo asistematico, per osservazioni e analogie. I
pitagorici distinguevano solo quattro settori della scienza: aritmetica,
geometria, musica e astronomia. Tuttavia ai tempi di Aristotele si aggiunsero
altre discipline: biologia, fisica, meteorologia, ottica e zoologia. La chimica
conquistò la dignità di disciplina scientifica solo nel XVII secolo, con
Robert Boyle, mentre la geologia venne riconosciuta come scienza solo nel secolo
seguente. Nello stesso periodo lo studio del calore e dei fenomeni elettrici e
magnetici divennero competenza della fisica. Durante il XIX secolo gli
scienziati riconobbero che la matematica pura si distingueva da tutte le altre
scienze, poiché non dipendeva dalle leggi della natura, ma si configurava come
una logica di relazioni: il suo ruolo essenziale nell'elaborazione di tutte le
teorie scientifiche, comunque, le è valso di diritto un posto fra le discipline
scientifiche.
Le scienze naturali si
dividono in due grandi classi: le scienze fisiche, quali fisica, astronomia,
chimica e geologia, e le scienze biologiche, o scienze della vita, tra cui la
botanica e la zoologia. Le prime possono essere ulteriormente suddivise in
grandi aree come la meccanica, la cosmologia, la chimica fisica e la
meteorologia, mentre, corrispondentemente, le scienze biologiche si ramificano
in fisiologia, anatomia, genetica ed ecologia.
Tutte le classificazioni
delle scienze pure sono comunque arbitrarie. Nella formulazione di principi
scientifici generali, si possono individuare diversi punti di contatto tra le
singole discipline, che hanno permesso la nascita di scienze interdisciplinari,
grazie alle quali oggi si possono effettuare ricerche in campi quali la biologia
molecolare o la genetica. Ad esempio, si sono sviluppate discipline che spiegano
i processi biologici vitali da un punto di vista fisico-chimico, come la
biochimica, la biofisica, la biomatematica e la bioingegneria. Un importante
risultato della biochimica è stato la scoperta dell'acido desossiribonucleico
(DNA), mentre alla collaborazione tra biologi e fisici si deve l'invenzione del
microscopio elettronico, capace di osservare strutture di dimensioni atomiche.
Si ritiene che anche nel campo delle scienze sociali e delle scienze
comportamentali l'applicazione del metodo interdisciplinare possa produrre
progressi significativi.
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Scienza applicata |
Anche le scienze applicate si possono suddividere in fisiche e biologiche: tra le prime, ingegneria, metallurgia, aeronautica, elettronica, tra le seconde agronomia e medicina. Come per le scienze pure, anche qui si riconoscono sovrapposizioni tra le discipline, con la possibilità di azioni interdisciplinari. Ad esempio, la cooperazione tra la iatrofisica (un campo della ricerca medica basata sui principi della fisica) e la bioingegneria ha prodotto lo sviluppo della macchina cuore-polmone, usata negli interventi chirurgici a cuore aperto, e la realizzazione di organi artificiali quali cuore, rene, valvole cardiache e vasi sanguigni. Progressi di questo tipo di solito sono il risultato della collaborazione di diversi gruppi di ricerca, specialisti in diversi settori delle scienze pure e delle scienze applicate. Ancora oggi la mutua relazione fra pratica e teoria è importante per la crescita della scienza così come lo fu al tempo di Galileo
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