qui' ......puoi dire cio' che vuoi

 


Un deplorevole comportamento
Giuseppe Pistilli
21/1/03


Verifica di un FALSO


Ciao cari colleghi

Mi chiamo Luca Adami e sono un tecnico di radiologia medica iscritto al collegio 
professionale interprovinciale Mi-So - Lodi Mi sono diplomato come TSRM nel luglio 1995 
presso Ospedale Clinicizzato di San Donato Milanese ho lavorato in diversi ospedali -
Ospedale Bassini Cinisello Balsamo, Ospedale di Sesto San Giovanni, Presidio Ospedaliero
di Vaprio D`Adda- prima di aprrodare sul suolo scandinavo .Precisamente da 1 anno lavoro
presso Ospedale Universitario di Malmö - Umas Region Skåne- come Tsrm in reparto di Pronto
Soccorso.La situazione attuale e´critica - mancano terribilmente Tsrm - la cui figura 
professionale e´di tipo universitario di durata triennale equiparata secondo le direttive 
europee alla nostra- La richiesta della suddetta figura professionale e´ drasticamente 
aumentata per via del proliferare di agenzie private di collocamento del personale che 
permettono di guadagnare un 40% in piu´rispetto a un normale salario mensile statale per 
un Tsrm che si aggira attorno a 1.500 euro/15.000 Skr.Si tenga conto che un normale 
lavoratore svedese non percepisce generalmente  ne´tredicesima ne´liquidazione in caso di
cessazione del contratto. Gli ospedali offrono ai propri dipendenti una pensione integrativa
extra. La maggioranza dei lavoratori svedesi compresi noi  tecnici e´ associata
in particolari istituzioni sindacali , divisi  a secondo della professione,chiamati 
Forbundet i quali provvedono a contrattare annualmente lo stipendio della categoria lavorativa 
d´appartenenza, offrono supporto giuridico in caso di problemi e provvedono al pagamento 
di 6 mensilita´in caso il lavoratore venga licenziato senza preavviso.
Non esistomo collegi professionali Tsrm come in Italia.
Esiste anche una federazione Tsrm a livello nazionale ma di proporzioni ridottissime
Il Tsrm svedese non e´obbligato a essere iscritto a nessun tipo di organizzazione per 
esercitare la propria professione. La differenza tra un iscitto a un Forbundet - 
organizzazione di categoria - e uno non iscritto e che quest´ultimo puo´contrattare 
direttamente con il proprio datore di lavoro il proprio salario in base alle proprie capacita´
competenze ...come puo´accadere in Italia in strutture ospedaliere a carattere privato.
In Svezia qesto e´di normale routine anche in ospedali a struttura regionale - da tenere conto
che  non esistono ospedali statali, tutto le strutture pubbliche o quasi sono a carattere
comunale e/o regionale...
L´inserimento del lavoratore in strutture pubbliche e´a chiamata diretta. Il Tecnico 
scandinavo  non e´solo una figura prettamente adibita all´uso, controllo e mantenimento 
delle apparecchiature radiologiche ...E´ un infermiere vero e proprio!
A " noi" compete tutto cio´che riguarda la preparazione e somministrazione farmacologica - 
mdc- del paziente durante l´esecuzione di un indagine radiologica - urografia, esami Tac ...
compreso come si dice in gergo il "trovare la vena" Il ciclo di studio per un Tsrm svedese e´
a crediti all´interno dell´iter formativo vi sono esami inerenti alla farmacologia, patologia 
e tirocinio in reparto di degenza a scelta dello studente. In diagnostica non esiste la figura 
dell´infermiere. Il Tsrm si trova a lavorare a stretto contatto solo ed esclusivamente con 
l´ausiliario - che provvede a preparare il paziente sul lettino radiologico- e il medico
La maggior parte delle volte ci troviamo a eseguire  esami contrastografici di PS,in
particolar modo Tac toracica, addominale, dell´encefalo con uso di mdc, praticamente da soli 
In Danimarca ad esempio e´da qualche mese partito un programma pilota che prevede che 
il Tsrm eventualmente possa direttamente refertare indagini radiologiche non complesse
Riguardo all´aspetto dosimetrico - protezionistico il tecnico scandinavo a differenza di
quello italiano non ha 2 dosimetri bensi´uno solo - addirittura in alcuni Ospedali -
Ospedale di Trelleborg per citare un esempio  -il dosimetro e´ stato eliminato...
Partecipando ultimamente  ad una conferenza sulla protezionistica a Malmö uno dei 
relatori intervenuti ha citato purtroppo negativamente la nostra nazione come uno dei
paesi dove la sicurezza delle apparecchiature  sorgenti di radiazioni elettromagnetiche
e´una delle piu´basse...
Il tsrm svedese non e´soggetto a visite periodiche di radioprotezionistica - esame del
cristallino, dell´epidermide ... - e tantomento non percepisce indenizzi per  rischio 
radiologico  e/o a un periodo di vacanza extra - i nostri tradizionali  15 (?) 13 (?) che
siano-Riguardo alla tipologia dell´indagini radiologiche e´eguale alla nostra scuola
anche se da tener conto che il tecnico svedese e´portato a eseguire esami radiologici 
sovente con famigliari del paziente all´ínterno della diagnostica specialmente se pazienti 
giovani anche non necesseriamente in eta´pediatica Questo comportamento , secondo me poco 
corretto, e´molto diffuso Il paziente e´molto importante nell´ospedale svedese
In caso di pazienti in eta´pediatrica ad essi viene sempre e comunque dato un piccolo 
omaggio ( giocattolino, leccalecca,adesivo...) sia in segno di gratidudine per la loro 
collaborazione sia forse per sdramattizzare il fatto che si trovano in ospedale
Per quanto riguarda il sistema sanitario, in Svezia non esiste la figura del medico condotto
che prescrive al paziente la classica radiografia del torace All´interno del comune vi sono
speciali ambulatori che fanno capo a un organo centrale chiamato Vård Centralen che 
praticamente funziona come un centro di smistamento dei pazienti Da li vengono prenotati 
tramite internet i vari esami radiografici. A noi operatori quindi non arriva piu´la
richiesta su materiale cartaceo bensi solo ed esclusivamente tramite foglio elettronico
A sua volta il medico  radiologo scrive la propria diagnosi che poi tramite internet viene
rispedita al mittente. Questo avviene anche tra i vari reparti dell´ospedale stesso
Tra qualche mese sara´reso operativo il sistema Pasics , la cosidetta teleradiologia gia´
per altro in funzione in altri grandi distretti ospedalieri della Scania come l´Ospedale 
di Lund dove i colleghi gia´da qualche tempo non usano piu´cassette ma solo immagini 
digitali-che permettera´ ai vari operatori di inviare anche l´immagine radiografica vera
e propria da una parte all´altra del territorio

Spero vivamente di non averVi annoiato e un saluto a tutti i cari colleghi italiani
Distinti saluti
Luca Adami
13/01/02  Malmö
e-mail lena.jonsson@bredband.net 

 

Carissimo Enzo,
sono felicissima del fatto che esistano colleghi, che come te, stanno utilizzando al meglio le risorse della comunicazione via Internet..

Se questo tuo impegno sara', come credo che sia, un successo,  tu avrai aperto una finestra all'interno della nostra categoria... che vanta  sicuramente degli elementi validissimi, ma che molto spesso non trovano spazi espressivi alle loro iniziative.

Credo che quest'ultimo corso di aggiornamento, che si è tenuto a Palermo organizzato dall'AITMN, avra' dei risvolti professionali inaspettati: abbiamo dimostrato di essere pronti ad affrontare il futuro che non e' piu' legato alla   banale frase" FERMO , NON RESPIRI". Per non essere fraintesa :  non rinnego l'alba della radiologia ,perche' se noi  tecnici di radiologia medica abbiamo un presente, lo dobbiamo sicuramente al nostro passato,fatto di colleghi che hanno lottato per poter dare alla nostra categoria la  professionalita'che oggi abbiamo dimostrato.

Nella mia breve esperienza lavorativa, ho incontrato diversi colleghi che con atti di presunzione volevano dimostrare ,che il supporto formativo non è altro che un modo per ottenere un titolo con cui poter accedere ad un concorso, sminuendo il ruolo dei corsi professionali, dell'importanza dello studio, "del perche' delle nostre azioni routinarie" .....proprio in questo congresso, ho avuto prova che tutte le ore passate sui libri non siano state vane. " MI STUPISCE" lo stupore provato da qualche medico di fronte alla bravura dei nostri colleghi che hanno relazionato i loro lavori , questo mi fa' pensare che negli altri congressi non ci abbiano mai ascoltato.

Ci sono tecnici di radiologia che vantano una grande preparazione formativa e professionale, colleghi che giornalmente contribuiscono in maniera determinante  al lavoro di reparto, perche' ricordiamoci che il tecnico non effettua diagnosi, ma mette il medico in condizione di effettuarla, come un pittore che fornisce tutti gli elementi espressivi  per far apprezzare la sua opera ad un critico d'arte .

Se ancora esiste la triste convinzione che noi tecnici non siamo altro che leve umane preposte all'accensione di un pulsante, noi e il nostro entusiasmo smorzeranno questa convinzione... questa non è sicuramente una dichiarazione provocatoria , ma  è  una realta' che stiamo vivendo.

Concludo rinnovandoti i miei complimenti per  questa tua iniziativa  e  prometto che ti inviero' presto la mia relazione.

 M. Giacalone     19 Maggio 2001

 


 

Carissimo collega, poiché la nel sito della Federazione non trovo un indirizzo e-mail, ti chiedo gentilmente un'opinione su quanto mi sta accadendo.
Nella mia azienda più di una volta abbiamo fatto notare che i pazienti del P.S. giungono in radiologia completamente vestiti ed il problema si pone in particolar modo per i traumatizzati.
Ed ecco che giunge una signora in barella con richiesta di torace, anca e caviglia per sospetta frattura; eseguito il torace, sulla radiografia appaiono ben 9 spille, una chiave, un anello, un portafoglio, una catenina e non ricordo cos'altro.
Su richiesta del radiologo spoglio la paziente per ripetere la lastra; naturalmente la paziente si lamenta ed in seguito i parenti mi chiedono perché mi sono permesso di spogliarla io se non lo ha fatto nemmeno il P.S.
Allora ho scritto ai responsabili dei due servizi, allegando una copia della radiografia, affermando di nuovo che i pazienti arrivano vestiti e che in futuro saranno radiografati così come inviati, pregando i radiologi di non chiedere la ripetizione delle lastre perchè se il P.S. non tocca il paziente un motivo deve esserci e tanto meno lo farà il TSRM.
Qualcuno però ha voluto fare lo spiritoso ed ora mi cerca l'Amministrazione per sapere perchè non ho spogliato il paziente prima di fare la prima radiografia.
Sicuramente la nostra formazione non prevede una tale assistenza infermieristica, però gradirei sentire la tua opinione.

Non ti dico la rabbia che mi fa quando ai corsi di aggiornamento o agli incontri con la Federazione la stessa risponde: "voi volete sapere sempre e solo cio che vi compete o del vostro stipendio"; ma non riescono a capire che è proprio da li che nascono i problemi più grandi?
Ringraziandoti anticipatamente ti mando i migliori saluti.

 Antonio  Scocca     28 febbraio  2001

 

 

    • Lavoro nel servizio di Medicina Nucleare dell'Azienda Ospedaliera S.Croce di Cuneo; desidererei corrispondere con colleghi che lavorano in Medicina Nucleare, in modo da poterci scambiare le nostre esperienze di lavoro, idee,consigli ecc..Internet è anche questo, quindi sfruttiamolo.             15 Settembre 2000

 

    • Un collega di Trieste : voglio lanciare una proposta di natura sindacale, proviamo a strappare le tessere dei vari gruppi sindacali e formiamo un gruppo unico e saldo dei TSRM, solo così saremo forti e le nostre rivendicazioni saranno ascoltate. Siete d'accordo?   22 Settembre 2000

 

    • TSRM di Genova:  sono stanco di percepire uno stipendio pari a un socio sanitario, ho delle responsabilità che le mie mansioni mi impongono e che i suddetti non hanno, quindi diversamente bisogna essere remunerati, è ora di dire basta.          24 Settembre 2000

 

    • Ho bisogno di trovare documenti riguardanti le esposizioni media in radiologia, mi spiego meglio, una documentazione o uno studio (se è stato fatto) che mi elenchi carico erogato, dose assorbita o erogata per ogni distretto corporeo che venga preso in esame. Inviare risposta a: trovenzo@mail.gte.it       14 Ottobre  2000

 

  • Trasmetto come pervenuta:

    Articolo che ho inviato in risposta a un fondo apparso su Salute del 19 Ottobre e che come al solito parlava dell'emergenza infermieristica come se fosse la sola e unica categoria professionale interessata dal fenomeno.Grazie dell'attenzione.   Leggendo l’articolo di Marina Amaduzzi pubblicato su Salute del 19 Ottobre nascono in me alcune riflessioni :

    Sull’articolo leggo che nei prossimi anni(2003) la carenza di Infermieri Professionali in Italia toccherà le cinquantamila unità e che la soluzione prospettata sarebbe di permettere  a Infermieri di altri paesi di entrare in Italia per supplire a tale emergenza.

     Premetto  l’emergenza  riguarda oltre agli Infermieri anche altre categorie di professionisti operanti nella sanità di cui i mass media non si occupano e che sono coinvolte dalla stesso grave problema.   Nell’analizzare il fenomeno prenderò come  esempio una categoria di professionisti della sanità che ben conosco facendone parte io stesso che è quella dei Tecnici Radiologi,sapete,sono quei professionisti che quando vi recate nelle Radiologie vi fanno le Radiografie,la Tac, la Risonanza Magnetica etc. Penso che possiate immaginare quale bagaglio professionale comporti svolgere tali complesse e delicate mansioni dove la professionalità, l’accuratezza e l’esperienza utilizzate nell’adempiere l’atto radiologico concorreranno insieme all’interpretazione del medico radiologo a formulare l’esatta diagnosi . Il percorso formativo per diventare Tecnici Radiologi , prevede la maturità ottenuta con il quinquennio di scuole superiori e quindi un diploma universitario  specifico dalla durata di tre anni dove vengono sostenuti ventidue esami , il curriculum formativo di questo professionista è univocamente riconosciuto tra i migliori d’Europa.

    A fronte di tanto impegno, che non si arresta dopo il conseguimento del titolo di studio ma che rimane costante anche dopo poichè la tecnologia in campo sanitario procede molto rapidamente,  l’aggiornamento continuo  è d’obbligo, frequentando corsi di specializzazione ,convegni, stages etc.

    Ora mi permetto di entrare nello specifico: sono un Tecnico Radiologo Coordinatore in una Radiologia Universitaria,sono responsabile di circa venti persone  tra Tecnici Radiologi Collaboratori e personale Ausiliario,  sono docente  nel  DU per  Tecnici di Radiologia, lavoro da ventisette anni impegnandomi insieme ai colleghi affinchè al paziente venga erogato un servizio efficiente e professionalmente corretto e vi assicuro che tutto ciò non è facile da ottenere.

    Veniamo alle cifre.Sapete qual è il nostro stipendio che poi è lo stesso degli Infermieri, dei Tecnici di Laboratorio e di altre figure in possesso di notevole bagaglio professionale operanti nella sanità?.Lo stipendio mensile si aggira mediamente attorno alla stratosferica cifra di duemilioni.Il sottoscritto con ventisette anni di attività percepisce la folle cifra di duemilioniecinquecentomilalire che raggiunge grazie anche a una settimana continua di reperibilità angiografica.Ecco spiegato perché queste categorie sono in estinzione, siamo sottovalutati e sottopagati , come percorso formativo e professionale  siamo i migliori in Europa , ma purtroppo siamo pure stoltamente snobbati dai politici  i quali a quanto sembra preferiscono ridurre la qualità dei servizi erogati importando professionisti da altri paesi con professionalità inferiore piuttosto che riconoscere la validità e l’efficienza di quelli italiani , incentivandoli economicamente e stimolando affinchè vi siano le motivazioni per rendere appetibili delle professioni altrimenti destinate purtroppo a sparire con grave danno agli utenti. E’ essenziale rendersi conto che la Sanità  non  si regge in piedi e progredisce solo grazie all’impegno dei medici, ma che senza la collaborazione indiscutibilmente necessaria delle figure sopracitate  gli ospedali sarebbero paralizzati e tutte le procedure di cura e diagnosi bloccate.

    Chissà forse bisognerà prima o poi arrivare a ciò per far si che i mass media ne parlino e venga ridata la giusta dignità a professionisti della sanità che non amano al contrario di altri la luce dei riflettori ma che preferiscono un grazie e un sorriso  da parte del paziente soddisfatto.  Ringraziandovi della pazienza e dell’attenzione                                                                Distinti saluti 

                                                                  Pietro Vivenzi                                                               Via Valerio Paitone 1

    25100 Brescia      Tel.030292351        fastrek@libero.it  

    24/10/2000

     

 

  • Cari colleghi, 

    sono Stefano Turolla, un tsrm di Milano. Vi parlo a nome mio e di tutti i miei colleghi di lavoro.

    Innanzi tutto volevo ringraziarvi per la collaborazione e l'aiuto che mi potrete dare per risolvere una situazione spinosa. Vado subito al punto. Nella struttura dove lavoro (clinica privata) è installata una MOC tipo DEXA per moc vertebrali, femorali e total body. I parametri di funzionamento sono 140-70 KV, 2 mA. L'amministrazione è intenzionata ad assumere un personale NON TECNICO per farla funzionare, adducendo come motivazione che la stanza non è classificata come zona controllata ma bensì SORVEGLIATA e solo il lettino è da considerarsi ZONA CONTROLLATA; pertanto non è necessaria la dosimetria personale e la presenza di un TSRM. Fatto presente il tutto al collegio di Milano ci hanno detto che non è ammissibile e che sono a conoscenza di altri casi simili in altre strutture. La mia richiesta è: esiste una legge, chiara ed esaustiva, che regolamenta l'uso di questo tipo di apparecchiatura o l'uso di apparecchiature radiogene da parte di personale NON TSRM?

    Nei vostri collegi si sono presentati casi simili? Se sì, come vi siete regolati? Spero di avere vostre notizie al più presto. Grazie ancora.  

     Stefano Turolla    stambeccogioioso@tiscalinet.it      26 Ottobre  2000