di: Giovanni Verga
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Scene drammatiche in due atti PERSONAGGI LA GNÀ PINA, detta la Lupa, ancora bella e provocante, malgrado i suoi trentacinque anni suonati, col seno fermo da vergine, gli occhi luminosi in fondo alle occhiaie scure e il bel fiore carnoso della bocca, nel pallore caldo del viso. MARA, sua figlia, giovanetta delicata e triste - quasi la colpa non sua le pesasse sul capo biondo, e non osasse fissare in viso alla gente i begli occhi timidi. NANNI LASCA, bel giovane - tenero con le donne, ma più tenero ancora del suo interesse; sobrio e duro al lavoro, come chi mira ad assicurarsi uno stato. - Fronte bassa e stretta, sotto i capelli ruvidi - denti di lupo, e begli occhi di cane da caccia. BRUNO, contadinotto sano ed allegro, che piglia il tempo come viene di lassù, e le ragazze come capitano nell'aia. CARDILLO, forte e paziente al pari di un bue, di cui ha il pelo fulvo, che sembra mangiargli il volto - ed anche il giudizio. NELI, giallo e allampanato, roso dalla malaria, che lo butta stremato in un canto, dopo ogni giornata di lavoro. COMPARE JANU, il
capoccia - serio e contegnoso come conviene all'età e all'ufficio suo -
fedele alle buone usanze antiche sin nel taglio della barba, che porta a
guisa di due lasagnette grigie al sommo delle guance. - Sputagrave e
sentenzioso meglio di Ponzio Pilato. LA ZIA FILOMENA, vecchietta arzilla e indurita al lavoro. Parla come un oracolo, e ne sa più del capoccia. GRAZIA, ragazza che sembrerebbe un uomo, tanto è piatta e abbronzata, se non fosse il riso delle labbra fresche e degli occhi nerissimi. LIA, contadina quasi senza età e senza sesso anche lei, sciupata dagli stenti - e sorridendo nonostante alla vita e all'amore. MALERBA, il buffone della compagnia - faccia di scimmia, dal ghigno malizioso. NUNZIO, ragazzo magro e nero come un grillo. Nel
contado di Modica. ATTO PRIMO
Nell'aia, sull'imbrunire. A destra la capanna dei mietitori, a sinistra una gran bica; mucchi di covoni e di attrezzi rurali sparsi qua e là. In fondo l'ampia distesa della pianura carica di messe, già velata dalla sera, e il corso del fiume, tra i giunchi e le canne palustri. Si odono passare in lontananza delle voci, delle canzoni stracche; il tintinnio dei campanacci delle mandrie che scendono ad abbeverare, e di tanto in tanto l'uggiolare dei cani, sparsi per la campagna, sulla quale scorrono delle folate di scirocco, con un fruscio largo di biade mature. Negli intervalli di silenzio sembra sorgere e diffondersi il mormorio delle acque e il trillare dei grilli, incessante. La luna incomincia a levarsi, accesa - sbiancandosi man mano, in un alone afoso.
SCENA
I Bruno, Malerba,
Neli, Cardillo, Grazia e Lia stanno seduti in crocchio, dopo cena,
ascoltando una fiaba che narra la zia Filomena. Compare Janu sull'uscio
della capanna, fumando. Nunzio sbocconcella pian piano un tozzo di pan
bigio, accoccolato sulle stanghe della treggia, in fondo
all'aia. FILOMENA
(narrando). La Maga dunque… CARDILLO
(levando il capo a ogni soffiar di vento). Sentite che scirocco? Domani
si vuol sudare il pane! FILOMENA
(seccata). Mi lasciate narrare la fiaba? CARDILLO (con
una spallucciata). A voi. FILOMENA La
Maga dunque se ne stava nel palazzo incantato, tutto d'oro e di pietre
preziose, e come passava un viandante, s'affacciava alla finestra per
tirarlo in peccato mortale. Giovani e vecchi, vi cadevano tutti!…
religiosi anche, e servi di Dio!… BRUNO
(ridendo). Bene, bene! FILOMENA Voi
che cosa avreste fatto? Se vi ho detto che era una Maga!… e di vecchia
si faceva giovane!… bianca e rossa come una ragazza di quindici
anni…. con due occhi in fronte che erano due stelle! MALERBA
(ghignando). Bene, bene, ditemi dove sta di casa! FILOMENA Dove
sta? All'inferno! E volete sapere che ne faceva di quei poveri
disgraziati, poi? Con un colpo di bacchetta, paff! li mutava in asini o
in maiali, con rispetto parlando. Finché un santo eremita, che venne a
saperlo, disse: Qui bisogna che vada io, se no finisce il mondo… CARDILLO (colla
sua aria bonacciona). Uno che si pigliava le corna altrui, quel santo
eremita, e se le metteva in testa! MALERBA
(sghignazzando). Eh! eh! avrà voluto provare anche lui!… FILOMENA
(scandalizzata). Così parlate dei santi? Allora non dico più nulla. MALERBA Infine
non me ne importa. Son storie che si raccontano. FILOMENA
Storie? Saranno storie! Però accadevano allora, quando c'era il timor
di Dio! BRUNO (in tono
di scherzo). No, no, ci credo! Quando vi guardo negli occhi, comare
Grazia, ci credo alla Maga! Le scocca un
bacio da lontano colle dita. JANU
(gravemente, togliendosi la pipa di bocca). Maga o non Maga, sapete come
dice il proverbio? "L'uomo è il fuoco, la donna è la stoppa:
viene il diavolo e soffia!" BRUNO (alle
ragazze, facendo per abbracciarle). Soffia tu, che soffio io! Ora son io
la stoppa, com'è vero Dio! GRAZIA (lo
respinge ridendo). Tenetevi le vostre mani, però! CARDILLO (col
fare di un puledro messo a un tratto in allegria). È la favola della
Maga che ci ha messo il pizzicore addosso'. Facciamo quattro salti! BRUNO (al
ragazzo). Su, su, Nunzio! Mano alla zampognetta! NELI
(brontolando). Quattro salti! Vi ringrazio tanto!… Come se fossi stato
a spasso tutta la giornata!… JANU Come se
fossi stato a spasso! Te la pago la giornata, sì o no? NELI Me la
pagate… me la pagate… Ora ho le ossa rotte. Vi ringrazio tanto. CARDILLO Non
gli badate a quel poltronaccio. Su, Nunzio, suonaci il ballo tondo. Qui
non si spende nulla. BRUNO
(allegro). Comare Grazia, su!… Gnà Lia! Ora comincia il festino! Nunzio, si
alza, cava fuori la zampognetta dalla bisaccia appesa alle stanghe della
treggia, e comincia a suonare, dondolandosi goffamente ora su di un
piede e ora sull'altro. MALERBA (a
Grazia e Lia). Ehi, ragazze!… Si fanno pregare anche loro! Benedetta
la gnà Pina che porta l'allegria dove va lei! Sghignazzando. Quella sì che
non si fa pregare! BRUNO
(chiamando ad alta voce verso il fondo della scena). O gnà Pina!… Che
diavolo fa sino a quest'ora? Ci voleva tanto a raccogliere quelle
quattro spighe? Torna a
chiamare c.s. in tono di scherzo. O venite qua,
gnà Pina bella! SCENA II
Nanni Lasca,
dalla sinistra in fondo, con una forca sulle spalle, e i suddetti. NANNI (in tono di scherzo anche lui, ficcando la forca nella bica). Ohi! non gridare al lupo, se no viene e ti mangia! BRUNO Ah, che ne hai fatto della gnà Pina? NANNI Io? Non ne ho fatto niente. L'ho forse legata alla cintola la gnà Pina? CARDILLO (col suo riso grossolano). No. È lei che ti corre dietro le calcagna! NANNI Ho altro pel capo adesso! Dopo una giornata di mietere! Vengo da governare le bestie. MALERBA (chiamando lontano, colle mani alla bocca, in tono di scherno). Venite qua dunque gnà Pina bella!… Gioia mia! JANU Zitto, linguaccia! MALERBA (sempre in tono di scherzo). Gioia mia! Gioia vostra! Ce n'è per tutti colla gnà Pina! CARDILLO Intanto il suono si perde. A noi, zia Filomena! Comincia per
ischerzo a ballare di faccia a lei. Date voi il buon esempio… Per mostrare a queste ragazze come si faceva ai vostri tempi! FILOMENA (si alza vispa ed allegra). Ai miei tempi si diceva "Vile chi si pente!" Si mette a
ballare di contro a Cardillo. Il buon panno sino alla cimosa! Continua a
ballare dirimpetto a compare Janu, per invitarlo dopo che
Cardillo ha terminato. Facciamoglielo vedere, compare Janu, il buon panno antico! JANU Eh! Panno vecchio ormai!… che volete farci! GRAZIA (eccitandolo, con gaiezza). Vile chi si pente, compar Janu! JANU (risolvendosi infine). E va bene! Si alza e
comincia a dondolarsi goffamente di faccia alla zia Filomena; poi,
quando costei torna a sedere, va ad invitare allo stesso modo la Grazia. Ora a te, che hai la lingua lunga, cutrettola! Grazia balla
con compare Janu, e dopo che costui è tornato a sedere, va ad invitare
Bruno come hanno fatto gli altri, ballando di contro a lui. BRUNO (saltando in giro allegramente, e facendo scoppiettare le dita). Ohi! Ohlilà! NANNI (ridendo). O Bruno, questo lavoro non te lo paga oggi compare Janu! BRUNO (continuando. c.s.). Non me ne importa. Lo fo per amore! Ohilà! ohilà! Dopo che Grazia
è tornata a sedere accanto alla zia Filomena, va ad invitare Lia,
sgambettando dinanzi a lei. Ohilà! NELI (brontolando, sdraiato sulla paglia). Bel gusto!… Divertitevi! MALERBA (facendosi avanti e tirando Bruno per un braccio). A me ora! Un po' per uno! BRUNO (svincolandosi). Va al diavolo! Ohi! Ohila! SCENA III
La gnà Pina
dal fondo a destra, con un fascio di manipoli sul capo, e i precedenti. MALERBA (correndo colle braccia aperte verso la gnà Pina che ha buttato il fascio di spighe in un canto, e s'avanza sorridente, rassettandosi il fazzoletto in capo). O gnà Pina!… benedetta! gioia mia!… cuore mio!… Venite qua che vogliamo fare un terremoto! PINA (ridendo). No. Voglio ballare con compare Nanni… Con civetteria
facendo una bella riverenza a Nanni Lasca, se son degna di questo onore… MALERBA (ironico). Ah, dev'essere proprio lui? Lo sappiamo che vi piace! Un pezzo che lo sappiamo! Buon pro vi faccia! PINA (sdegnosa). E a voi chi vi parla, adesso? MALERBA (canzonatorio). Parla a te, Nanni! Non vuoi sentirci di quell'orecchio? BRUNO (ridendo). Nanni Lasca non vede e non sente. PINA (a Nanni,
tra scherzosa e ironica, canticchiando nel passargli accosto): "O voi che
avete occhi e non vedete, CARDILLO Su, su, Nanni!… poltronaccio! NANNI (brontolando). Avete voglia, voialtri! Prima una giornata colla falce in pugno!… Poi pigiarsi le budella anche! Come se v'invitassero a maccheroni e stufato, adesso! JANU (ridendo). Nanni Lasca non fa niente per niente, gnà Pina. PINA (a Nanni
con civetteria). E voi sapete che vi dico? Chi non mi vuole non
mi merita. Va ad invitare
Cardillo e balla con grazia dinanzi a lui, tenendo distese le due cocche
del grembiule colla punta delle dita, e piegando il capo sull'omero. CARDILLO (eccitandosi). Tanto peggio per Nanni Lasca!… Mi sento diventare un leone con voi!… Fossi anche morto nel cataletto, guardate! MALERBA (accendendosi anche lui al veder ballare la Pina). Un po' anche a me, gnà Pina!… Non mi tengono le catene!. Chi non vi vuole non vi merita!… Perdete il ranno ed il sapone con quella bestia di Nanni Lasca!… GRAZIA (ridendo). Vile chi si pente, compare Nanni! NANNI (pigliando fuoco infine lui pure e risolvendosi ad alzarsi con un risolino goffo). Sangue di…! Corpo di…! Se mi pigliate per quel verso! Via, eccomi qua. PINA Chi tardi arriva male alloggia, compare Nanni! Gli volta le
spalle con una risata, e se ne va a destra colle altre donne. NANNI (piccato). Ora che mi avete scaldato le orecchie? Ora non mi tengo più! Mi sento un Mongibello! SCENA IV
Mara dal fondo
a destra, con un covone di spighe sul capo, e detti. NANNI (andando incontro a Mara, che va a deporre il covone accanto a quello di sua madre). Vostra madre mi ha lasciato nel meglio, gnà Mara! Almeno venite qua voi. Voglio fare il ballo tondo! Voglio sudare una camicia! MARA (ravviandosi, in aria timida). Vi ringrazio, compare Nanni… NANNI Non volete neanche voi?… perché ve lo dico io? MARA (sempre più imbarazzata). No, scusatemi… non ballo. NANNI Che avete? le gambe molli? O avete il cuore duro? MARA (a capo chino, rossa fino ai capelli). No… Vi ringrazio anzi… Scusatemi, compare Nanni. NANNI (tra
piccato e scherzoso): "Cuore duro,
cuore di sasso! MALERBA (canzonatorio a Nanni). Ma no! ma no! Vuoi che si piglino pei capelli con sua madre? PINA (a Malerba, bruscamente). Finiamola! Lasciate in pace mia figlia! MALERBA Chi ve la tocca? A Nanni
dandogli uno spintone per ischerzo. Lasciala in pace! NANNI (ridendo). Ah, si fa questo giuoco, adesso? Ricambia la
spinta a Neli A te! NELI (che sta per cadere, si rivolta irato). Eh… Io che c'entro! Poi si sfoga
con Bruno, dandogli un urtone Divertitevi tra voi! BRUNO Ah sì? Ah sì? Tenta di
abbracciare Grazia. Ora tocca a voi, bellezza! GRAZIA (lo
schiva ridendo, e respinge Malerba dall'altra parte) Non mi piace questo giuoco. Lia scappa essa
pure MALERBA (finge di barcollare, avanzandosi verso la gnà Pina colle braccia aperte). Allora la gnà Pina, che le piace… PINA (respingendo sdegnosa). Tenete le mani a casa, voi! MALERBA (ironico). Perché? ho le mani sudice forse? Bisogna lavarsi le mani con voi, ora? PINA Avete le mani e la lingua, sporche! MALERBA Guarda la gnà Pina che patisce il solletico adesso! Vuol dire che il diavolo si fa eremita, adesso! PINA Vuol dire che siete una bestia. MALERBA (c.s. sardonico). Una bestia! Sissignora! Per questo non volete che vi tocchi! Toccala tu, Nanni, che hai le mani pulite! NANNI (ridendo). Non gli date retta, gnà Pina. È il vino che lo fa parlare. PINA (accorata). E voi che vi fa parlare, l'aceto?… che sputate amaro quando vi parlano gli altri? NANNI Perché? Che vi ho detto? PINA (tristemente). Niente… Lasciamo andare… Cambiando tono,
e con dolcezza ancora un po' triste. Vi avevo portato un pugno di ciliege, lassù dalla vigna… Non importa che sputiate amaro con me… Le ho colte per voi. Le volete? Gli offre le
ciliege raccolte nel grembiule. NANNI Sì, vi ringrazio… se volete darmele… BRUNO A pigliare è sempre pronto lui! NANNI Piglia anche tu… Malerba… PINA (buttando per aria le ciliege). Tutti quanti! Pigliate! NANNI (sorpreso). O bella! perché? PINA (quasi colle lagrime agli occhi, ma contenendosi). E voi, perché? Gli volta le
spalle corrucciata. NELI (raccattando le ciliege, carponi). Peccato! la grazia di Dio! MALERBA (sbracciandosi a impor silenzio). Sss! sss! JANU Che c'è? Si odono
uggiolare i cani per la campagna. MALERBA (scoppiando in una risata buffa). Niente. Avete fatto ribellare i cani… JANU Ora piglio un pezzo di bastone per te e per loro! CARDILLO I cani abbaiano alla luna. BRUNO I cani e gl'innamorati. Rivolto a
Grazia, in aria galante. Vediamo, chi ci avete in testa, voi? GRAZIA (schermendosi con civetteria). Io? Nessuno. LIA E neppure io. MALERBA O gnà Pina, perché non parlate voi? L'avete con la luna, che le contate le vostre pene? NANNI (canticchiando
in tono di scherzo): "Chi ha la
doglia se la tiene. PINA (con una tinta d'amarezza). La luna c'è per tutti lassù, compare Nanni. CARDILLO O gnà Mara, parlate voi almeno. Ditelo voi chi ci avete in testa. NANNI (ridendo, a Mara). Non ballate! non parlate!… che diavolo avete dunque? MARA (senza dar retta). Mamma, devo andare al fiume per l'acqua? PINA (bruscamente). Va, va! NANNI Eh, che male c'è? Avete la roba, grazie a Dio!… e gli anni pure, per maritarsi… MARA (voltandogli le spalle). Io non voglio maritarmi. Entra nella capanna. SCENA V
Tutti, meno
Mara. MALERBA (facendo portavoce delle mani alla bocca, grida dietro a Mara) Allora badate che ve lo fa vostra madre questo servizio!… PINA (irritata). Voi che c'entrate nei fatti miei? MALERBA Dico che siete in gamba, meglio di vostra figlia! E non vi piace la vedovanza… Oh no! PINA (minacciosa). Se ce l'avete con me, e cercate di attaccar briga, guardate che ho i denti per mordere! MALERBA Sì, lo so che ce li avete! Tanto che vi mangiate i Cristiani!… pelle e ossa!… soltanto a guardarli, Dio ce ne scampi e liberi! CARDILLO Va, va, che ti lasceresti mangiare volentieri anche tu! MALERBA E tu? E Nanni Lasca? Cambiando tono,
con sorriso ironico Prima lui, che ha le mani pulite! Un pezzo che lo sappiamo! NANNI (ridendo). No, io ho la pelle dura! Non mi lascio mangiare. PINA (a Malerba). E quello che vi fa vostra moglie non lo sapete voi? MALERBA Senti la lupa, adesso! JANU Finitela! Finitela, voialtri! Si chiacchiera per ridere, per passare il tempo. NANNI (accostandosi a Pina, in tono di scherzo). Che gli fa? che gli fa, la moglie di Malerba? PINA (corrucciata). Niente. E neppure io vi ho fatto niente, a voi che sputate amaro e avete la pelle dura… Ma il cuore l'avete peggio anche! NANNI (le volta
le spalle canticchiando): "Cuore duro, cuore tiranno…" BRUNO (a Grazia
con galanteria): "Mi dice il
cuore che tiranno siete, GRAZIA (risponde
sullo stesso tono, sorridendo, ma come parlando alle altre donne): "Non ci
credete, no, non ci credete, CARDILLO Bravo! Ora ciascuno deve dir la sua! NANNI Comincia tu, Neli. NELI Io non so niente. MALERBA Aspettate!… la dico io! FILOMENA Voi tacete! Ci sono delle ragazze! Le sappiamo le vostre belle canzoni! BRUNO (a Lia). Allora comare Lia! LIA (ritrosa). No, non ne so. GRAZIA Neppure io. CARDILLO Gnà Pina, voi. PINA No, non ho voglia. GRAZIA Ne sapete tante! NANNI Vuol farsi pregare, adesso! PINA (saettandogli una occhiata, e tornando a chinare il capo). Bene, dirò quella che mi viene in mente. Dolcemente,
quasi parlando fra sé, coi gomiti sui ginocchi e il capo fra le mani "Garofano
pomposo, dolce amore, BRUNO Bene! Brava! Guarda come l'ha trovata, quel diavolo di donna! MALERBA (a Nanni in tono canzonatorio). Ora a te, garofano pomposo! NANNI (ridendo goffamente). No… non ne so di così belle… Sono una bestia. CARDILLO Se non rispondi adesso, o sei proprio una bestia, o vuol dire che non ci senti da quell'orecchio. LIA Ora vuol farsi pregare lui. NANNI (si
risolve infine ad alzarsi mezzo ridendo e mezzo seccato, collo sguardo
errante e vago, accompagnando goffamente ogni verso in cadenza
col gesto dell'indice teso): "Vedi e taci,
se bene aver tu vuoi. MALERBA (a Pina, sghignazzando e forbendosi la bocca col rovescio della mano). Avete sentito, gnà Pina? Dunque mettetevi il cuore in pace! PINA (alzandosi infuriata e buttandogli in faccia una scodella). Te'! senti questa, tu! MALERBA Ah! Lupa maledetta! Giuoca colle mani anche! Fa per
slanciarsi su lei. JANU Ehi! Ehilà! Basta! Un tafferuglio:
tutti vociano insieme, gli uomini trattenendo Malerba da una parte e le
donne la gnà Pina dall'altra. NELI (salvandosi dalla ressa). Finisce sempre così, come all'opera di Pulcinella! SCENA
VI Mara,
accorrendo dalla capanna, e detti. MARA
(spaventata, quasi piangente). Mamma! Mamma mia! Che fu? NANNI (a
Malerba). Lasciala stare in pace. Sei tu che la stuzzichi ogni momento. MALERBA (ancora
irritato). E tu che la difendi!… perché ti fa gli occhi dolci, la
lupa!… buon pro ti faccia! PINA (a Malerba
mostrandogli il pugno da lontano). Com'è vero che mi chiamano la Lupa! JANU (dando
loro sulla voce). Avete mangiato e bevuto, e ora il vino vi dà alla
testa! Alla gnà Pina: A voi,
scacciamo la tentazione! Andate al fiume per l'acqua piuttosto! Vi
rinfrescherà il sangue. PINA (va a
prendere la brocca, minacciando sempre Malerba). M'avessero a
sbattezzare, vedi! MARA Mamma!
mamma! per carità! La gnà Pina
s'avvia colla brocca al fiume dalla sinistra. MALERBA
Lupaccia maledetta! Se la piglia con questo e con quello perché non può
sfogarsi con Nanni Lasca! JANU
(spingendolo verso il fondo a destra). Tu, pensa alle bestie! Vedi se
hanno mangiato l'orzo, e dà la paglia fresca prima di andare a dormire.
Hai inteso? MALERBA
(brontolando, nell'andarsene). Ho inteso! ho inteso! Però fareste
meglio non pigliando a giornata di queste Marie Maddalene che vengono a
seminare zizzania!… e a cercarsi gl'innamorati! E con questo vi
lascio! Benedicite e buona sera. Esce. NELI
(avviandosi dietro a lui). Benedicite, benedicite. NANNI (a Mara
che è rimasta in disparte, asciugandosi gli occhi col grembiule). Non
gli badate, gnà Mara; sapete che è una bestia Malerba. MARA
(accorata). Perché devono pigliarsela sempre con lei? Non hanno altro
che fare? NANNI Vi dico
che è una bestia. Lasciatelo cantare dunque. MARA (c.s. e
quasi in tono di rimprovero). Vorrei vedervi voi, se parlassero così di
vostra madre!… NANNI Ve la
pigliate con me adesso? MARA No! me la
piglio colla mia disgrazia… NANNI Bene, ma
io non c'entro… e voi non c'entrate nemmeno. Sapete come si dice:
dalla spina, nasce la rosa… MARA
(accennando col capo, amaramente). Anche voi, adesso!… Sì!… quello
che state dicendo!… NANNI Che dico
di male? MARA Niente!…
Lasciatemi stare anche voi! Gli volta le
spalle ed entra nella capanna. NANNI
(stringendosi nelle spalle). Bene. Non me ne importa. FILOMENA (a
Grazia e Lia). Andiamo, andiamo ch'è tardi, e il sole si alza presto,
domani. BRUNO (fingendo
di voler andare colle donne). Pronto! Eccomi qua! LIA (scappa
ridendo). Gesummaria! GRAZIA
(respingendolo). Voi dalla vostra parte, tentazione! FILOMENA
(brandendo una forca). Vedete? C'è questa per voi. Entra nella
capanna con Grazia e Lia. JANU (spingendo
Bruno e Cardillo verso il fondo a destra). A cuccia! via, andiamo! Bruno e
Cardillo escono. Chi è a
guardare le pecore adesso? NUNZIO
(raccogliendo la sua roba). Io, vossignoria. JANU E perché
sei ancora qui, paneperso? Ti piacciono le chiacchiere? Bada
che se le pecore vengono a farmi del danno nell'aia ti rompo le ossa. NUNZIO Come ho
da fare a guardarle anche di notte? Non me lo dicono prima se vogliono
venire nell'aia. JANU Paneperso!
Scansafatica! NUNZIO
Scansafatica!… dite bene vossignoria!… JANU Va, va,
che se no ti arriva qualche pedata. NANNI Va, che
qui ci abbado io. Dormo qui al fresco. Nunzio si
allontana dal fondo a sinistra. JANU Bene,
santanotte. Occhi alla roba dunque. Esce dalla
destra. NANNI
(disponendo la sua roba per dormire). Benedicite, benedicite. Si ode la voce
di Nunzio che si allontana cantando: "Muta è
la viaaaa. NANNI (facendo
eco alla canzone, mentre accomoda la paglia sotto una bisaccia per
sdraiarvisi sopra): "La figlia
bella dell'anima miaaa…" Sedendo sul
giaciglio e stirando le braccia. Ah!… E domani
daccapo! Si ode in
fondo, tra i seminati, un fruscio di foglie secche. Ehi!… Chi è
la?… Bestie feroci, o spiriti maligni?… SCENA VII
La gnà Pina,
dalla sinistra in fondo, recando sul capo la brocca d'acqua, e Nanni. NANNI O gnà Pina, siete voi? Che paura mi avete fatto! PINA (accigliata, nell'andare a deporre la brocca accanto all'uscio della capanna). Scherzate sempre, Voi! Vi piace burlarvi del prossimo! NANNI Siete ancora in collera? Non ve lo siete rinfrescato il sangue, laggiù al fiume? PINA (come risolvendosi, dopo un istante d'esitazione, andando diritto a lui, risoluta, ma colle braccia cadenti in atto triste e desolato). Perché ce l'avete con me, compare Nanni? Che vi ho fatto? NANNI Io? Perché?… Che vi ho detto? PINA (siede accasciata su di un covone lì presso, quasi parlando fra sé e lamentandosi). Se ho fatto del male, l'ho fatto a me stessa… Ma a voi non ho fatto nulla. E neanche a quella bestia di Malerba… Allora perché m'ingiuria e mi carica d'improperi?… In presenza vostra, anche! NANNI Malerba scherza sempre. Non ci pensate più. Buona notte. PINA Buonanotte a voi, che potete dormire! NANNI (sempre in tono quasi canzonatorio). E voi, no? PINA Io no, compare Nanni. Lo sapete bene! NANNI Fatevi cantare la ninna nanna da qualchedun altro allora, e lasciatemi dormire, che ho sonno. PINA Benedetto il vostro santo patrono, che vi ha fatto di quella pasta! NANNI (ridendo). O come son fatto? PINA Finta che avete occhi e non vedete, finta! NANNI No, al buio non ci vedo, gnà Pina. PINA S'è buio tanto meglio!… che le parole non si perdono al buio!… ma vanno dritte, come escono dal cuore. Le vostre tagliano peggio d'un coltello, compare Nanni! NANNI Non le capisco le parabole, gnà Pina. PINA (in tono d'amarezza). Ah! che testa avete voi! E il anche il cuore!… duro come un sasso! NANNI Non le capisco! non le capisco! PINA Non le capite!. E vi lasciate morire la gente dinanzi!… E voi voltate la testa dall'altra parte!… NANNI Ohi! ohi! Si parla già di morti e di feriti? PINA (dopo un
breve silenzio, coi gomiti sui ginocchi e il mento fra le mani; quasi
soffocata dalla passione dolorosa): "Garofano
pomposo, dolce amore, NANNI Che non ne sapete altra canzone, gnà Pina? PINA (asciugandosi gli occhi febbrilmente). Mi torna in bocca sempre quella… perché ne ho il cuore pieno!… Finta che non lo sapete, voi! Finta che non mi vedete cuocere a fuoco lento! Mi chiamano la lupa… ma il lupo siete voi che vi lasciate morire la gente dinanzi… NANNI O che volete infine, gnà Pina? PINA (chinandosi su di lui; viso contro viso, con un suono rauco e inarticolato di belva). Voglio te!… NANNI (scoppiando in riso). Voi!… Perché non mi date vostra figlia invece?… Datemi vostra figlia ch'è carne fresca invece… PINA Ah, compare Nanni!… Come vorrei vedervi piangere coi miei occhi! NANNI Scusate!… Dico per ischerzo… Sapete la canzone? "Se vuoi dar
retta al maestro di scuola, PINA Come potete scherzare adesso? Perché vi divertite a calpestarmi coi piedi sulla faccia? Sono la lupa è vero… Sono una cosa vile… Vedete come divento soltanto a parlarvi?… un pezzo di cosa vile! Mi butterete via come un cencio poi… quando non mi vorrete più. NANNI No! no!… "Pensa la cosa prima che la fai!" PINA (amaramente). Quanto siete giudizioso! Pensate le cose prima, voi! NANNI Devo pensare ai fatti miei… Sono un povero diavolo che campa a giornata… Non posso mettermi in questo imbroglio… e avere poi chissà che fastidi. PINA (umilmente). Che fastidi potreste avere con me?… Sapete quella che sono!… NANNI Sì, perché lo so! Non me ne sbarazzo più, se mi metto in quest'imbroglio. E io devo pensare a mantenermi capite? Non ho nulla… Solo il buon nome e la buona salute. Devo pensare a trovarmi un po' di dote, capite? Ditelo voi stessa… Gliela dareste vostra figlia a un cristiano che si fosse messo in quest'imbroglio?… con una come voi? Non vi offendete, ora… PINA (amaramente). No, non mi offendo. Da voi non mi offende nulla, compare Nanni. NANNI Dunque lasciamo stare le chiacchiere che è tardi. E buona notte davvero, adesso. Torna a
distendersi sulla paglia, voltandosi dall'altra parte. PINA (quasi lamentandosi tra sé dopo essere rimasta alcuni istanti in silenzio, col capo tra le mani). Anche questa mi fate?… Mettete il coltello in mano alla mia figlia stessa, anche?… NANNI (infastidito). Io non vi faccio niente. Lasciatemi dormire, caspita! PINA (con voce sorda, come fuori di sé, balbettando). Bene… volete sposare mia figlia, dunque? NANNI (sorpreso, voltandosi a metà). Diavolo! diavolo… Dite sul serio stasera? PINA (come sopra). Sì, dico sul serio. NANNI (ancora incredulo, ma levando il capo e sgranando gli occhi). E voi davvero me la date in moglie? PINA (soffocata, chinando prima il capo due o tre volte senza poter parlare). Sì… Posso negarvi niente a voi?… Sposerete mia figlia, giacché così volete… Ed io me ne andrò… lontano… per non vedervi più. NANNI (dopo averla fissata un momento, dubbioso, torna a voltarsi dall'altra parte, quasi temesse d'esser preso a gabbo). Va bene, se ne può parlare più tardi, quand'è così. PINA (come sopra). E anche adesso, giacché così volete… È meglio parlarne adesso. NANNI (vivamente, rizzandosi a sedere). Dite proprio sul serio, gnà Pina? PINA (amara). Vi pare che abbia voglia di scherzare in questo momento? NANNI (gongolante, alzandosi del tutto). Be', be'! quand'è così vi piglio in parola! E maledetto chi si pente, gnà Pina! PINA (accasciata). Maledetto chi si pente. NANNI E domenica si va dal notaio, per fare le cose spiccie… Però, badate che non ho niente. PINA Che volete che vi dica?… NANNI Il buon nome e la buona salute… Questo sì! Ma infine, la roba la date a vostra figlia. PINA Tutto quello che volete… Ormai non m'importa di nulla!… Lo troverò un cantuccio, dove cadere e morire, lontano dagli occhi vostri!… NANNI No, sarete sempre la padrona in casa vostra. PINA Non me ne importa, ormai! È finita… per sempre è finita! NANNI Resta a vedere cosa dice vostra figlia, adesso. Bisogna che dica la sua anche lei. PINA (colle lagrime agli occhi). Oh! mia figlia è sangue mio! Vorrà anche lei, non dubitate! Ora ve la chiamo io stessa. (chiamando verso la capanna) Mara!… NANNI Subito? Volete far le cose a precipizio? PINA Meglio cavarselo subito il dente che duole! Voi non cambiate certo… NANNI No, io non cambio. Ma c'è tempo… Domani… PINA Meglio cavarselo subito il dente che duole. Già non dormiamo più né voi né io con questa spina in mente! NANNI Bene, bene… fate come volete. PINA (respingendolo, quasi duramente). Ma andatevene, ora, andatevene! Lasciatemi sola con mia figlia, ora. Voi non c'entrate tra madre e figlia. Chiamando. Mara!… Mara! Eccola che viene! Vedete che viene subito? Andatevene! Nanni esce dalla sinistra. SCENA VIII
Mara, e la gnà
Pina. MARA (dalla capanna, ancora assonnata, ravviandosi i panni addosso). Mamma, che volete? PINA (facendosi forza, per raffermare la voce tremante). Ho… che compare Nanni… si è già spiegato infine… Dice che vuol sposarti… MARA (sorpresa, recandosi le mani al petto, quasi colpita al cuore). Me? PINA Te! Non mi far la stupida! Io ho detto di sì… e ora devi dire se sei contenta anche tu… MARA Io, mamma?… PINA (masticando amaro). Sei tu la sposa… Sei tu che devi parlare adesso… MARA (sempre più sbigottita). Che volete che dica?… Così all'improvviso!… Se non lo conosco nemmeno quel cristiano! PINA Ah! non lo conosci? Da un mese che è qui a lavorare nello stesso podere!… MARA (smarrita, balbettando). Non ci ho mai pensato con quest'idea… vi giuro!… vi giuro, mamma! PINA Bene… ora si è spiegato chiaro… È là, che aspetta la risposta. MARA (vivamente). No! diteglielo voi! PINA (dura). No? Perché? MARA Perché non mi marito!… Non voglio maritarmi… PINA (sarcastica). Cosa vuoi fare?… la monaca santa? MARA (come sopra). Non voglio maritarmi!… Non lo voglio quel cristiano!… PINA (torva, quasi minacciosa). Non lo vuoi? Perché non lo vuoi? MARA (tutta tremante, fuori di sé dallo sbigottimento). Perché non può essere… (fissandola con gli occhi in cui balena il sospetto atroce). Sapete bene che non può essere! PINA (bieca, andandole quasi con le mani addosso). Che vuoi dire? Parla chiaro! MARA (scoppia a piangere). Mamma! Perché mi tormentate adesso?… che vi ho fatto? PINA Ti fai anche pregare!… Vuoi che ti preghi io stessa? Sarebbe bella anche questa! MARA Lasciatemi andare, per carità! Diteglielo voi stessa, che non può essere questo matrimonio… PINA Io ho detto di sì. Dirai di sì anche tu, perché così voglio! MARA Voi, mamma! PINA Io sono tua madre! Devo dartelo io il marito. MARA Voi, mamma! PINA (incalzandola, fiera e risoluta). Io!… Te lo do io! Lo piglierai perché te lo do io! MARA (supplichevole, a mani giunte). No, mamma! non lo fate! PINA Dovessi trascinarti all'altare pei capelli… MARA Non fate questo, mamma!… non fate questo! Il Signore ci castiga!… PINA (afferrandola per le treccie e guardandola torva, viso contro viso). Che dici? Parla! parla chiaro! MARA (strillando). Mamma! Mamma mia! SCENA IX
Nanni e dette. NANNI No, gnà Pina!… colle buone! PINA (a Mara, ancora stravolta). Vattene ora, vattene! A Nanni
bruscamente: Voi non c'entrate tra madre e figlia!… A Mara c.s.: Vattene Non mi fare dannare l'anima del tutto. Mara piangendo
rientra nella capanna. NANNI Che è stato?… Perché?… Dice di no? PINA (ricomponendosi a poco a poco, ma ancora tutta tremante, con un sorriso amaro). No… non temete per voi… Sono io che devo portare il carico adesso… son io!… NANNI Ma che avete? Parlate!… Siete tutta sottosopra… PINA Ah, vi par nulla quello che ho fatto?… NANNI Scusate… perdonate… Ma non c'è bisogno di guastarvi il sangue per questo. S'è cosa che si può fare, bene; se no, pazienza, e vi ringrazio lo stesso del vostro buon cuore. PINA Lasciatemi… lasciatemi stare adesso!… Scoppia in
lagrime, col volto fra le mani. NANNI E piangete anche!… Ma ch'è successo? parlate. PINA Niente: lasciatemi sfogare il cuore. Sapeste che c'è qui dentro! NANNI (imbarazzato). Sentite!… mi dispiace proprio… s'è per causa mia… o per qualche parola che ho detto… proprio per ischerzo… (confondendosi sempre più, con calore). Ma finitela ora, caspita! PINA Adesso fate come il coccodrillo, voi! NANNI No, com'è vero Dio!… Finitela, com'è vero Dio! PINA (scuotendo il capo desolata). Non posso!… non posso più! Ho fatto tutto quello che volete voi, ma ora non posso più!… Ah, quello che mi avete fatto fare, compare Nanni!… NANNI Non lo sapevo! Non voglio farvi fare le cose per forza, no! PINA (fissandolo cogli occhi ardenti e lagrimosi). Lo vedete almeno se vi ho voluto bene? NANNI Sarei un ingrato se non lo vedessi. Mi date la figlia, mi date la roba! Che potete fare di più? PINA (col capo fra le mani). Niente! niente! NANNI Avete un cuore grande come il mare!… Il vostro che non è vostro!… Vi spogliate anche della roba per darla a vostra figlia!… PINA (scuotendo la testa, col grembiule agli occhi). Questo è nulla!… questo è nulla!… NANNI Sarà niente, ma è anche un bel tratto! Spogliarvi viva del fatto vostro!… mentre siete ancora in gamba!… meglio di vostra figlia!… Lo ha detto lo stesso Malerba… In tono di
scherzo, onde rabbonirla. Fortuna che ci mettiamo il parentato fra di noi!… Eh! eh!… Sempre più
imbarazzato. Via, finitela!… Se non so che dirvi più… Vedete che non so dire due parole? Mi fate fare qualche sciocchezza! Ridendo
goffamente. Mando all'aria San Giovanni e il parentato! PINA Ah!… scherzate anche coi santi, voi! NANNI (mentre il riso gli muore sulle labbra, sempre più commosso e turbato di mano in mano lui pure). No, no dico sul serio… Siete un diavolo in carne ed ossa!… Ora finitela e asciugatevi gli occhi… Fatelo per amor mio! PINA Lo sapete quello che mi avete fatto fare?… che mi avete messo il coltello in mano voi stesso… e poi mi avete detto… Te', ora!… strappati il cuore tu stessa! NANNI (smarrendosi del tutto). Basta ora, basta… Non posso vedervi piangere così!… Mi fate perdere la tramontana anche a me!… Basta ora!… fatelo per amor mio! L'abbraccia. PINA (svincolandosi di scatto, tutta tremante e sconvolta). No!… Lasciatemi!… Fate come il coccodrillo adesso!… Rimangono a
guardarsi negli occhi, pallidi entrambi. NANNI (smarrito, balbettando). Perché?… Perché gnà Pina?… PINA (con voce sorda e rotta, quasi incalzandolo irata). Fai come il coccodrillo!… infame!… scellerato!… per farmi impazzire del tutto!… NANNI (indietreggiando, come per fuggirla). No!… gnà Pina!… Che volete? PINA (con voce sorda, afferrandolo pel braccio, fiera e risoluta). Taci!… Ci sentono qui… NANNI (tentando di svincolarsi). No, gnà Pina! Cava dal petto
l'abitino della Madonna con mano tremante. Vi faccio lo scongiuro, guardate! PINA Lascia stare quell'abitino che non giova! Te l'ho fatto io tante volte lo scongiuro… e non è giovato!… NANNI No!… no, gnà Pina!… Andiamo diritto all'inferno adesso!… Si ode stridere
in alto la civetta. Sentite, la civetta! Imprecando col
pugno rivolto al cielo. Su te il malaugurio, bestiaccia! PINA Su me! Sono io la maledetta! Non me ne importa ormai! L'inferno l'ho avuto qui! L'ho pagato prima il male che fo! NANNI (vinto, colle gambe molli, la faccia stravolta, senza aver più la forza di resisterle). Ah, maledetto Giuda!… PINA (tirandoselo dietro per il braccio, a capo chino, torva come una vera lupa). Taci!… Non bestemmiare adesso! Scompaiono
dalla sinistra, in fondo. Silenzio; odesi lontano il mormorio del fiume,
il fruscio delle spighe, il trillare dei grilli, e di tanto in tanto,
l'uggiolare dei cani, lugubre, nell'ora tragica. A un tratto
passa di nuovo stridendo la civetta Tela. ATTO SECONDO
Cortile rustico. A destra l'uscio e la finestra della casa, sotto un pergolato. A sinistra il pozzo e la legnaia. Sedile di pietra fra l'uscio e la finestra. Nel muro in fondo, coronato d'erbacce e vetri rotti, la porta che si apre sulla via. Al di là veduta del villaggio, in proscenio, sino al Monte dei Cappuccini, di cui si vede a sinistra un angolo del convento, e la gran croce di pietra dinanzi alla chiesa. Le finestre e i terrazzini delle case dirimpetto sono ornati a festa, con lampioncini di carta e coltroni colorati.
SCENA I Mara, poi
Nanni. Mara è
occupata ad ornare la casetta con ramoscelli di mortella e lampioncini
di carta colorata. Entra Nanni dalla porta in fondo, e va ad
abbracciarla, commosso. MARA
(sorpresa e tutta contenta). Ah! ah!… Che buono!… In atto di
gentil ritrosia. Cosa fate
adesso?… Possono vedere i vicini! NANNI Portami
qua mio figlio; voglio baciare anche lui. MARA Siete
stato a confessarvi?. NANNI Sì, lo
vedi. MARA
(sorridendo). È questa la penitenza che vi ha dato il confessore? NANNI No, non
è la penitenza… sono contento… Chiama il bambino. MARA Sentiamo,
che gli avete detto al confessore? NANNI Ah!…
allora mi confesso con te adesso… MARA (come
sopra). Non me lo potete dire, sentiamo? NANNI (tornando
ad abbracciarla). Basta, ti voglio bene, e te lo meriti. MARA (cogli
occhi luccicanti di riconoscenza). Proprio proprio, me ne volete? NANNI Sciocca,
adesso! sciocca! Fa bisogno?… MARA (quasi
piangendo dalla contentezza). Sì, vi credo, ora! vi credo! Avete la
faccia che vi credo! Chinandosi a
baciargli la mano. Benedetto!…
le buone feste che mi date!… benedetto!… NANNI (commosso
anche lui). Basta, sciocca!… povera sciocca!… Basta ora! MARA (col cuore
riboccante). Voglio dirvelo! Mi avete dato tante pene! Tanto mi avete
fatto penare, senza saperlo voi stesso!… NANNI
(imbarazzato). Io?… MARA
(mettendogli una mano sulla bocca). Sì, non mi dite altro. Non mi fate
parlare… Guardandolo
amorosamente viso contro viso e scuotendo il capo. Ma ora no, è
vero? Ora volete bene a me sola?… NANNI Vedi!… MARA No, non
andate in collera. Sorridendogli
amorevolmente. Vedete che mi
confesso io stessa con voi?… Prima ero io che non vi volevo…
Sapete… m'ero messa una cosa in testa… una brutta cosa!… Con impeto di
tenerezza e le lagrime agli occhi. Ma ora no! Ora
siete il padre dei miei figli… Siete il padrone!… tutto!… No,
basta, non ne parliamo più. Ora il Signore mi ha fatto la grazia! NANNI (tra
commosso e imbarazzato). Bene, bene… MARA (tornando
a baciargli le mani, una dopo l'altra). Ora vi ringrazio! Giungendo le
mani con fervore e levando il viso al cielo. Signore vi
ringrazio! Piange di
consolazione nel grembiule. NANNI Bene.
Questa è ora la conclusione, invece di essere contenta, come dici? MARA (con
calore, asciugandosi gli occhi). No, sono contenta! Voglio accenderle di
tutto cuore le lampade a Maria Addolorata! Tutte le lagrime che ho
pianto di nascosto voglio metterle in quelle lampade! Torna a
disporre i lampioncini alla finestra. NANNI
(aiutandola, commosso anche lui, e collo stesso fervore religioso). Dio
sia lodato!… Ce lo renderà bene alla raccolta! I seminati sono un
paradiso!… Chiama il bambino che così si diverte anche esso, ti dico. MARA (tutta
vibrante di emozione, mentre seguita a ornare di fiori la finestra).
Aspettate… Un momento… Termino qui prima… L'ho lasciato apposta
dalla vicina… Stanno vestendolo per la processione… tutto di
bianco!… Andrà cogli angioletti nella processione… con un canestro
di fiori!… Ora ve lo faccio vedere. Anima pura! È lui che mi ha
ottenuta la grazia!… Ora ve lo chiamo. Chiamando dalla
porta in fondo. Agrippino! SCENA II
Lia, poi
Grazia, Neli e detti. LIA (entrando dalla porta in fondo). Viene, viene!… lo vestono adesso… Guardando
attorno. Oh! com'è bello qui! Sembra un giardino! Chiamando fuori
dell'uscio. Venite qua, a vedere quello che ha fatto compare Nanni! GRAZIA (dopo avere ammirato anche lei). Bello! bello! Anche la casa del sindaco, avete visto?… e la piazza lassù, tutta di verde! sono venuti tanti forestieri a vedere! NANNI La gente è contenta. Avremo una buona annata, se Dio vuole. Si odono nella
via le ragazze che passano cantando le litanie. LIA (che è andata a vedere). Le figlie di Maria. Vanno alla processione. GRAZIA (sull'uscio lei pure). Anche la Carolina! Oh, guarda che sfacciata! MARA Se è pentita!… Vuol dire che la Madonna le ha aperto gli occhi! NANNI Vuol dire che è pentita. Tanto meglio. NELI (entrando dalla strada). Mi manda compare Janu. Vi manda a dire… Rimane a bocca
aperta, ammirando. Oh! oh!… Che fate qui?… Oh! NANNI Quello che possiamo… di tutto cuore! NELI Compare Janu vi manda a dire… Sentite, lo stendardo della Confraternita dovete portarlo voi, dice. MARA Ah! ah! Vedete! NANNI (tra la confusione e la gioia). Io? Se lo dice lui che è il capo… sono qua!… Lo porto anche in palma di mano lo stendardo! GRAZIA Ecco che si gonfia e fa il bell'uomo, ora!… NANNI No… pel piacere… per l'onore… MARA (giubilante, rivolta alle amiche, in tono di scherzo). È roba mia, veh! È mio marito! NELI Dice per dare il buon esempio. Gliel'ha ordinato il vostro confessore. NANNI Son qua, son qua! Per dare il buon esempio io son qua! mani e piedi, tutto quanto! MARA Voglio confessarmi anch'io con quel sant'uomo!… domani stesso. NANNI (commosso lui pure e sorridendo). Tu?… A te l'assoluzione posso dartela io!… LIA Bene… sentite… se ne spendono dei denari oggi! Se ne fanno dei peccati tutto l'anno! Ma viene una giornata come questa poi!… NELI Ne avete spesi dei denari qui!… Tutti quei lumi! Ce ne vuole dell'olio! MARA Me lo caverei dagli occhi, guardate! Il Signore mi ha concesso tante grazie! Gli avevo fatto il voto, quando Nanni era stato in punto di morte, vi rammentate! La casa era tutta nera! Ne ho viste delle pene! Tante ne ho viste! NANNI Basta, quello che si promette ai santi, bisogna farlo. Bisogna farlo! MARA Ora è finita, Dio sia lodato. L'ha fatto per quel povero innocente! Qualche avemaria detta bene!… NANNI Voglio vederlo, vestito da angioletto… MARA Sì, venite, prima che incominci la processione. Esce frettolosa
e giuliva, insieme a Grazia e Lia. NELI Dunque gli dico di sì? NANNI Sì, sì… Quante volte? NELI Bene. S'avvia per
uscire. NANNI E sentite… ditegli pure, a compare Janu… la corona di spine in capo, la voglio di spine vere! che pungano! Non si deve far da burla dinanzi al Cristo morto! NELI Se vi piace così, meglio. NANNI Mi piace quel ch'è giusto. Siamo penitenti, sì o no? NELI Va bene, glielo dico. Mentre fa per
uscire s'imbatte nella Pina. La gnà Pina! Oh! vostra suocera! NANNI (sorpreso e contrariato). Ah!… Oh! SCENA III
Pina e detti. PINA (entra timida e sorridendo umilmente, come a farsi perdonare la sua venuta). Vi saluto… Buone feste… Sono venuta a portarvi le buone feste… Tanto tempo che non vi vedo… NELI Glielo dico sempre per la corona di spine? NANNI (irritato). Quante volte? quante volte? NELI Dico se ci andrete sempre collo stendardo, ora che avete gente in casa? NANNI Sì! e tre volte!… NELI Bene, bene. Esce
stringendosi nelle spalle. PINA (che è rimasta in un canto, imbarazzata). Sono stata malata anche… Tanto ch'è piovuto!… Ho preso le febbri… Ma del resto tutto va bene laggiù, grazie a Dio… I seminati sono già alti. NANNI E la vigna? PINA (facendosi animo, quasi incoraggiata da una buona parola). Bene! bene! Anzi comincia a mettere i tralci… Dei bei tralci lunghi così!… Bene, ho detto, giacché non ci pensano loro al podere, andiamo a portargli la buona notizia. Smarrendosi di
nuovo al vedere l'aria inquieta di Nanni. E volevo dirvi pure che bisogna venire ad aiutare… Io non basto più da sola a strappar la gramigna… Vedete che mani?… NANNI (di cattivo umore). Bastava mandarlo a dire. PINA (mortificata). Vi dispiace che sia venuta? NANNI Non mi dispiace. È che adesso non c'è nessuno a guardare la casa, laggiù. PINA Ho lasciato detto al vicino Raja di tenerla d'occhio la casa, e il podere anche… Poi non c'è bisogno neppure. Sono tutti al paese, a godere la festa. Guardando
intorno. Ecco, vi preparate anche voi. NANNI Basta, giacché siete venuta, ora… PINA (timidamente). Se vi dispiace, me ne torno indietro come sono venuta… NANNI (brontolando). Se mi dispiace… se mi dispiace… PINA (quasi cercando le parole). Volevo vedervi… vedere come state… Già voialtri non mi avreste cercata… Accorata. Potevo morire, senza che nessuno lo sapesse! NANNI Basta… giacché siete qui, a vostra figlia diremo che siete venuta pel medico. PINA (amaramente). Mia figlia? Che gliene importa di me a mia figlia? NANNI No, gliene importa; tacete. PINA (siede sotto il pergolato, come avesse le gambe rotte, e si volta dall'altra parte per asciugarsi gli occhi di nascosto). Sono come un cane… un cane senza padrone… NANNI Ora finitela, almeno!… Non vi fate trovare cosi! Se vi fate trovare con quella faccia sarebbe stato meglio non venire. PINA (levando verso di lui gli occhi lagrimosi). Perché? Che vi fo? NANNI (senza osar di guardarla, dandosi da fare intorno per nascondere il suo imbarazzo). Niente… PINA Niente vi fo… Non voglio niente. NANNI (agitatissimo, dopo averla fissata un istante in silenzio, andandole incontro risolutamente, con voce bassa e concitata). No!… sentite!… Oggi sono stato a confessarmi… Mi son messo in grazia di Dio… PINA (chinando il capo e aprendo le braccia in aria umile e sottomessa). Bene, meglio per voi… Allora di che temete? NANNI Temo per vostra figlia… se vi trova qui! PINA Che male c'è se mi trova qui? Posso venire in paese, almeno le feste principali. NANNI Che male c'è!… Che male c'è!… Voi lo sapete… e anche essa lo sa!… Pina gli volta
le spalle, senza dir nulla, e va a prendere la mantellina che ha
lasciato sul sedile. Si ode di fuori un brusio di folla. NANNI (fermandola bruscamente). No… restate… Giacché vi hanno vista i vicini sarebbe peggio… Corre alla
porta e la spalanca, chiamando fra la gente che passa. Oh! Cardillo! vieni a vedere… Che te ne pare? CARDILLO Che me ne pare? Rimane sorpreso
al vedere la Pina. Oh! la gnà Pina!… Scusate, scusate… Fa per
andarsene. NANNI Bestia! se t'ho chiamato io stesso!… CARDILLO (sospettoso, guardando or lui e ora la Pina). Bestia! meglio! Voglio esser bestia oggi piuttosto! Una giornata come questa!… VOCI FESTANTI DI FUORI. Gli angioletti! - Ecco gli angioletti! - Viva Maria Addolorata! CARDILLO (scandalizzato). Chiudete la porta almeno! Mentre sta per
uscire s'imbatte in Grazia, la quale entra premurosa. GRAZIA Compare Nanni! Non venite?… Sorpresa anche
lei e cambiando tono al vedere la Pina. Oh!… Voi!… Freddamente. Vi saluto, gnà Pina. PINA (timida e umiliata). Vi saluto. GRAZIA (a Nanni, con imbarazzo). Vi mandava a chiamare vostra moglie… Ma ora le dico di aspettare un momento. Per uscire. NANNI No, sentite… GRAZIA Scusate, devo andarmene. Esce in fretta. CARDILLO Sapete colui ch'era pieno di peccati? Gliene aveva fatti tanti a Gesù Cristo! Ma quello che trovò scritto sul libro, quando dovette fare i conti col Padre Eterno… Basta! è meglio non parlarne!… Oggi ch'è il Venerdì Santo, per giunta!… "Ti mancava anche questo scandalo per ribadire i chiodi al mio Figliuolo?" gli disse il Padre Eterno… E con questo vi lascio e vi saluto! Esce chiudendo
la porta in furia dietro di sé Nanni e Pina. NANNI (concitato). Vedete?… Tutti quanti!… Pina rimane
immobile, senza saper che dire. NANNI E non rispondete neppure? PINA (colle lagrime agli occhi). Cosa volete che dica? NANNI (eccitatissimo, parlandole quasi coi pugni sul viso, sottovoce). Volete che ve la dica io? Quando sono stato malato… in punto di morte… non volevano neppure portarmi il viatico! Prorompendo. Ho visto la morte cogli occhi, vi dico! PINA (arretrandosi, tutta tremante). Che devo fare? parlate. NANNI (andando su e giù per la scena, agitato). Perché siete venuta oggi? perché? PINA (colle lagrime agli occhi). Perché? che vi fo? NANNI Mi fate… mi fate… che mi fate perdere la confessione! PINA (irrigidita dall'angoscia, balbettando fra le lagrime che la soffocano). Sentite! E quello che mi fate a me, voi?… quello che mi avete fatto?… Io non ve lo dico!… Mi vedete che parlo e rido… ma quello che ho in cuore non lo vedete!… NANNI Lo vedo, sì!… Questo è il peggio, che lo vedo! E anche vostra figlia! Vedete come è ridotta… pelle e ossa! Non parla, non dice nulla… ma dentro si rode e si consuma. Ogni notte la sento che piange e si dispera!… in causa vostra! Vorrei piuttosto che mi piantasse un coltello qui, quando mi guarda con quegli occhi, senza dir nulla!… PINA (col viso torvo, evitando di guardarlo). E a me che mi pianta quegli occhi in faccia, appena arrivo!… e dà la poppa alla tua creatura!… dinanzi a me!… Con voce sorda. Vi ho fatto il letto colle mie mani, la prima notte!… SCENA IV
Mara e detti. MARA (entrando di furia, sconvolta). Ah!… era vero!… Siete qui, voi? PINA Sì… sono venuta a vedervi… per vedere come state… MARA (chinandosi a baciarle la mano, ma col pianto agli occhi). Lo vedete come stiamo… bene. A Nanni,
rivolgendogli un'occhiata scintillante tra le lagrime. Per questo non siete venuto a vedere vostro figlio… prima che andasse alla processione?… PINA La colpa è mia… perché sono venuta, è vero? NANNI No, no… avete fatto bene. MARA Avete fatto bene, siete la padrona. Breve pausa.
Silenzio imbarazzato di tutti tre. PINA C'è anche la vigna da zappare; son venuta a dirvelo. NANNI Bene, andremo lunedì. MARA Ah! siete venuta a prenderlo? PINA Non posso far tutto io da sola. C'è l'erba alta così. Se piove l'erbacce si mangiano ogni cosa. MARA (con uno scoppio di amarezza). Ormai, in questa casa ci piove e ci grandina, madre mia! PINA È per me questo discorso? NANNI No, no! che dite… PINA Io faccio tutto quello che posso. Ho sudato sangue sulla vostra terra… all'acqua e al vento… Il pane che vi mangio, non ve lo rubo, no! Mara senza
rispondere si mette a piangere col grembiule agli occhi. NANNI (irritato). Ecco, ora! ecco! MARA Lasciatemi piangere. Non vi dico nulla!… PINA (amaramente). Non c'è bisogno di parlare alle volte. NANNI (a Mara). Puoi venire anche tu alla vigna, per dare una mano. MARA Che verrei a fare? Non vi servo a nulla!… Non posso aiutarvi. Accennando
amaramente alla sua gravidanza. nello stato in cui sono!… col castigo di Dio addosso!… PINA Ah, il castigo di Dio? MARA (prorompendo). Perché ve la pigliate con me? Pigliatevela col Signore piuttosto! Pigliatevela con voi stessa che avete voluto maritarmi! PINA E questa è la ricompensa! La bella accoglienza che mi fai! MARA (eccitata, cogli occhi accesi e lagrimosi). Cosa devo fare? Volete che canti e rida, mentre c'è il Cristo morto per le strade? NANNI Basta! leviamo l'occasione. Prendendo la
Pina per un braccio. Venite a vedere vostro nipote, piuttosto. MARA (non frenandosi più). Lasciatelo stare mio figlio almeno… povero innocente!… PINA Hai paura che te lo mangi tuo figlio? MARA Perché dovreste mangiarmelo? Non è anch'esso sangue vostro? Forse che i cristiani si mangiano tra di loro adesso? NANNI (minaccioso a Mara). La finisci?… com'è vero Dio! MARA (chinando il capo, accorata). Battetemi! Se mi volete battere, battetemi!… Se vi pare che me lo merito… son qua! PINA Alle volte, sai, le parole fanno peggio ancora!… Le parole di una santa come te!… che fanno peggio di un coltello!… NANNI (che sta per prorompere fa il segno della croce). Brutto diavolo, va via!… tentazione!… MARA L'avete con me? Volete che vi lasci e me ne vada? NANNI Escirò io!… Io me ne vo!… al diavolo!… poiché c'è l'inferno in casa, quando siete insieme madre e figlia! Esce infuriato. SCENA V
Mara e Pina. Madre e figlia
si guardano alcuni istanti in silenzio, pallide e corrucciate. PINA Sei contenta ora, sei contenta? Mara seguita a
fissarla senza rispondere, col rancore negli occhi. PINA Quasi fossi venuta a chiedervi l'elemosina oggi!… a te e a tuo marito! Mara china il
capo, sempre tacendo, accigliata. PINA Dopo che mi hai preso tutto!… Quello sì, l'hai preso!… la roba e tutto! MARA (voltando le spalle bruscamente, col viso tra le mani). Mamma, lasciatemi stare! Lasciatemi stare, oggi! PINA Ti lascio stare. Vuoi che ti lasci state e me ne vada? E non ci metta più piede in casa tua?… nella casa che t'ho data io stessa? MARA Me l'avete data perché ci morissi a fuoco lento, la casa! Per farmi dannare l'anima me l'avete data! PINA T'ho dato tutto! M'hai preso ogni cosa tu! MARA (voltandosi verso di lei, cogli occhi scintillanti e con voce vibrata). Tacete! tacete! PINA Parla tu allora! sfogati! MARA (aggirandosi desolata per la scena colle mani nei capelli). Ah! Signore! toglietemi voi da queste pene! PINA Le tue pene?… Lascia stare le tue pene!… Lascia stare i santi! Li ho pregati anch'io! Non odono, lassù! MARA (scattando). Ve la pigliate anche coi santi, scomunicata! PINA Vedi? Vedi che lo sputi fuori il veleno?… Un pezzo che lo vedo… in ogni tua parola!… MARA Il veleno che m'avete messo qui! PINA (investendola, bieca e con voce sorda). Schiacciami la testa colle tue mani allora… giacché sono io la vipera!… Andrai dal confessore poi… anche tu! MARA Scomunicata! scomunicata che siete! PINA Taci! MARA Ladra! ladra! PINA Taci! MARA Ladra! Venite sin qui a rubarmi la mia pace! Madre scellerata! PINA (come una belva ferita). Ah, vedi? vedi?… SCENA VI Grazia, poi Lia
e Bruno accorrendo alle grida di Pina e Mara dalla strada, e dette. GRAZIA
Che c'è? che c'è? Sembra che caschi la casa. MARA È cascata
e rovinata la casa!… C'è la maledizione di Dio! LIA Gnà Mara,
fate prudenza voi! Non fate ridere la gente! PINA C'è che
mi danno il calcio dell'asino, adesso, lei e suo marito!… GRAZIA Vi
mancava tempo a discorrere dei vostri interessi? Giusto quando sta per
passare la processione!… PINA Mi danno
il calcio dell'asino!… dopo avermi preso la roba e tutto!… Gli
mangio il pane a tradimento, ora!… MARA Mi
mangiate altro che il pane a tradimento… Il sangue mi mangiate! LIA Cominciate
a tacere voi che siete la figlia, via! GRAZIA Basta,
non fate scandali!… BRUNO
(entrando). Vi si sente dalla piazza… più forte della banda! Pare che
sia qui la festa. Un altro po' lasciano la banda e corrono tutti qui. PINA Sì,
correte! Chiamate i carabinieri anche, per farmi legare! MARA La lingua
vi dovrebbero legare! Vi dovrebbero legare pei capelli, sulla pubblica
piazza! LIA Che
parolacce, gnà Mara! A vostra madre!… MARA Son parole
che mi bruciano qui dentro! GRAZIA Andiamo
via, gnà Pina. Voi che siete più giudiziosa!… Non facciamo peccati
oggi… PINA No, non
voglio andarmene. Sono in casa mia. MARA Restateci!
Me ne vado io!… per sempre! Per sempre ve la lascio questa casa
maledetta! PINA
(minacciosa). Vattene! via! vattene! Non mi fare impazzire del tutto! BRUNO
(frapponendosi tra di loro). Ehi! ehi! che fate? SCENA VII
Nanni
accorrendo di fuori al rumore della lite, seguito da Cardillo, Filomena,
Malerba e Neli. NANNI
(irato, picchiando a diritta e a manca Mara e la Pina). A te!… e a voi
pure! Non volete finirla? Sono la favola del paese! NELI E addio
stendardo! MALERBA
(sbracciandosi a metter pace, col suo fare canzonatorio). La banda!…
Ecco la banda! BRUNO Basta,
Nanni! CARDILLO Ma che
siete, cristiani o turchi? FILOMENA
Sentite!… è uno scandalo per tutto il vicinato! Finitela questa
vergogna! NANNI Sono la
favola del paese! Siete contente ora? GRAZIA
(aiutando la Pina ad asciugarsi il viso insanguinato). Lasciate
vedere!… Avete del sangue lì… PINA Nulla…
non è nulla. MALERBA Le
carezze dell'asino! Vuol dire che le piacciono le carezze dell'asino… NANNI
(irritato, spingendo fuori Malerba). Va via ora, tu! o me la piglio con
te, anche! GRAZIA (a Pina,
conducendola via). Venite, venite! Escono con Lia
e Filomena. CARDILLO
(uscendo con Bruno). Turchi! Peggio dei turchi, Dio ce ne scampi e
liberi! MARA
(piangendo, a Nanni, in atto di andarsene anche lei). Guardate!…
quello che fate a me!… Basta! che il Signore non ve ne domandi conto,
poi!… NANNI Finiscila
adesso, tu!… Non mi mettere colle spalle al muro tu pure! MARA L'avete
fatta?… anche questa?… che mi avete battuta dinanzi a lei?
Gliel'avete data questa soddisfazione, a mia madre! NANNI Mi farete
commettere qualche pazzia, tu e tua madre! MARA
Scomunicati! scomunicati tutti e due! NANNI Via!…
fallo per amor mio!… se è vero che mi vuoi bene. MARA Per questo
mi calpestate sotto i piedi? perché sapete che vi voglio bene?… perché
fate di me tutto quello che volete?… Mi fate morire disperata! NANNI (quasi
supplichevole). Senti, Mara! senti!… MARA
Scellerato! Come vi è bastato l'animo? Mentre sono in questo stato!…
Come potete guardarlo in faccia vostro figlio, quando viene a baciarvi
la mano, povero innocente! NANNI Senti!…
Non mi mettere colle spalle al muro tu pure!… Ogni tua parola è una
coltellata!… Te la levo dinanzi quella scomunicata di tua madre! MARA Non vi
credo! Non vi credo più! Come volete che vi creda! Vi ho visto con
questi occhi!… la faccia che avevi… tutti e due!… voi e quella
scomunicata di mia madre!… Vi pare che sia cieca? Cosa siete andato a
dirgli al confessore, dunque? NANNI (fuori di
sé, cercando di chiuderle la bocca colle mani). Basta! basta! SCENA VIII
Compare Janu e
detti. JANU Bestie! Peggio delle bestie siete! NANNI (irritato e confuso). Loro!… In causa loro!… Mi faranno fare qualche pazzia! MARA (singhiozzando). È finita, compare Janu! Non posso più starci in questa casa! JANU No, ascoltate. Abbiate giudizio almeno voi. MARA Non posso più starci! Me ne vo con mio figlio… povero orfanello! NANNI (esasperato). Lasciatela andare, compare Janu! Lasciatela andare, ch'è meglio! MARA (a Nanni, piangendo, dall'uscio). Pensateci che avete lasciato vostro figlio orfano… in mezzo alla strada… Esce. JANU (a Nanni). Pezzo di birbante. Sei degno della forca. NANNI Dite bene; avete ragione, vossignoria! JANU E la prima! E la seconda! Torni a promettere, e poi torni a cascarci! NANNI Non è vero! Son le male lingue che vorrebbero essere tagliate!… JANU Le male lingue sono tutto il paese. Anche tua moglie adesso, vedi! NANNI Mia moglie è pazza! pazza da legare anche lei!… che si mette in testa non so cosa! JANU Si mette in testa che sei una bestia! Come le bestie sei! NANNI Come le bestie; avete ragione! JANU Bella ragione! C'è il bastone per le bestie. NANNI (prorompendo). Vorrei vedervi, vossignoria! E quella scomunicata che non posso togliermela d'addosso?… Non vado più neppure alla vigna, per sfuggirla!… JANU Che paura hai, se non c'è nulla di male? NANNI (borbottando). Che paura ho… che paura ho… JANU (severo). Vedi!… NANNI (eccitatissimo). Lo sapete anche voi che donna è quella!… come la chiamano!… che donna è… che vi fa dannar l'anima come vuol lei! JANU Vedi… anche adesso!… come ne parli! NANNI Corpo di!… Cosa devo dirvi?… Cosa devo fare? JANU Parlale chiaro e tondo. Dille che ti lasci in pace. NANNI Come posso fare? È padrona anche lei qui… Non posso chiuderle l'uscio in faccia, se viene. JANU Lasciale la casa. O fuori lei, o fuori tu insomma. NANNI Fuori? Dove ho da andare? JANU Lontano: in campagna. NANNI In campagna? Fate presto anche questa! Non sapete nulla, vossignoria!. E quando viene a ronzarmi intorno poi? e sul piano… Non sapete ch'è peggio! Gira e rigira… col pretesto di cogliere erbe selvatiche… come una vera lupa!… Prorompendo Non posso pigliarla a schioppettate da lontano. JANU Allora sai cosa devi fare? Vendi ogni cosa e vattene via dal paese, tu e tua moglie. NANNI Non posso neanche vendere. È roba della dote!… Smaniando. Sono legato stretto, vi dico!… mani e piedi!… Bisogna romperla d'un colpo questa catena! SCENA
IX Pina e detti. NANNI Vedete?
Vedete, vossignoria? JANU Sst! sst! NANNI Vedete?
Torna da capo! Non è contenta se non mi fa andare in galera! JANU Senza
strepiti, senza galere. C'è modo d'accomodare ogni cosa. Comare Pina,
sapete come dice il proverbio: "Maritati e muli lasciali
soli". PINA E chi li
tocca? Che gli fo adesso? JANU Che
fate… che fate… Bene non fate certo. Qui c'è l'inferno ogni volta,
fra di voi. PINA
(asciugandosi gli occhi, febbrile). Sapete il calcio dell'asino,
vossignoria? Mi danno il calcio dell'asino, ora che son povera e pazza. JANU Volete da
campare anche voi? È giusto. C'è modo d'accomodarvi… ma voi da una
parte e loro dall'altra. Il mondo è grande, sorella mia. Mancassero
uomini, che diavolo! PINA Dite bene,
vossignoria! E mi merito quello che dite… JANU Vi
meritate… che la gente parla per quel che sente dire… Oppure è
segno che scontate adesso qualche peccato vecchio… Saranno
chiacchiere, saranno bugie… Adesso però bisogna far tacere le male
lingue. Giacché vostro genero si è messo in grazia di Dio, lasciatelo
in santa pace. Pausa. Nanni e
Pina rimangono a capo chino. JANU (a Nanni).
Hai inteso dunque? Ora vo ad accordare l'altra campana, e ti conduco qui
tua moglie. Voi, gnà Pina, giacché avete capito il latino andatevene
pei fatti vostri, e cercate di mettervi in grazia di Dio anche voi, se
potete. Esce. SCENA X
Nanni e Pina PINA (fosca come parlando tra sé). No! Non ce n'è confessore per le madri come me! NANNI Andatevene dunque, andatevene! PINA (riscaldandosi colla bocca amara). Che non ne sapete altra canzone anche voi? NANNI (riscaldandosi sempre più). Ve l'ho detto tante volte, ed è sempre inutile!… PINA Dunque, s'è inutile, perché ci tornate adesso? NANNI (esasperato). Perché voglio finirla!… una volta per sempre! Voglio uscirne da quest'inferno! PINA (sarcastica). Vi siete messo in grazia di Dio! Che paura avete dunque? NANNI Ho paura di voi!… che siete il diavolo in carne ed ossa!… m'avete fatto qualche malefizio!… Venite a tentarmi anche adesso!… PINA (dura e ostinata, senza guardarlo neppure, attingendo acqua dal pozzo). Sono venuta per la festa. Sono cristiana anch'io. NANNI (furioso, afferrandola pel braccio). Voi? voi? PINA (svincolandosi). Lasciatemi lavare il viso ora! Non mi strappate il vestito della festa anche! NANNI Ve la darò io la festa! Ora stesso ve la darò! PINA Ah, se ti bastasse l'animo! NANNI Sangue di!… Corpo di!… PINA (guardandolo fisso, in tono di amarezza disperata). Non ti basta l'animo, no! Sei buono soltanto a far impazzire gli altri, tu! Ma a toglierli dalle pene con un colpo solo non ti basta l'animo! NANNI Maledetta!… tutta quanta!… PINA Sì, ti pare che non lo sappia? Le madri come me andrebbero bruciate vive!… Dovrebbero mangiarsele i cani, le madri come me!… E tu pure che mi tieni nell'inferno!… pei capelli!… come una pazza!… Hai un bell'andare a confessarti… Il diavolo ci ha legati insieme! NANNI (brandendo una scure, furioso) Ah!… Lo rompo io il legame! PINA (voltandosi verso di lui, col petto nudo, come a sfidarlo). Finiscila! Via! colle tue mani! NANNI (la spinge sotto la tettoia, cogli occhi pazzi d'ira e di orrore, la scure omicida in alto, urlando colla schiuma alla bocca). Ah!… ah!… Il diavolo siete? Cala
la tela. |