Ippocrate nei documenti ecclesiastici
e nelle opere teologiche

tratto da http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/hlthwork/documents/rc_pc_hlthwork_doc_05101997_roth_it.html

 

Questo studio è una panoramica su Ippocrate e le sue idee principali clinico-mediche, filosofico-mediche ed etiche presenti nei documenti ecclesiastici e nelle opere teologiche come continuazione dello studio già fatto su Ippocrate nei documenti papali, già pubblicati [1], [2]. In questo intervento sono state riassunte delle citazioni, che sottolineano l’importanza etica del medico greco, prese dai discorsi ed interventi dei Papi Pio XII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II .
Questa raccolta di citazioni non è una documentazione storico-medica neppure una esercitazione letteraria, ma un riassunto di indicazioni sul carattere etico dei testi greci antichi tramandati e realizzati fino ad ora, nelle quali si possono notare delle corrispondenze a concezioni cristiane.
Nelle grandi epoche della storia occidentale si trovano sempre delle testimonianze sull’influsso delle idee e dell’etica d’Ippocrate.
Nel cristianesimo primitivo le idee principali elleniche hanno ri cavato il loro fondamento e carattere cristiano dal fatto che nel preambolo del giuramento di Ippocrate “Apollo soter” fu sostituito da “Christus medicus”.
Nella patristica e nella scolastica si poteva tramandare legittimamente la dottrina di Ippocrate in ragione della sua corrispondenza con la concezione del carattere personalistico ed integrale e per l’autorità di “Christus medicus” in forza della quale viene preso l’impegno etico del medico.
Questa tematica può essere trattata solo p er punti chiave, per “luoghi” (topoi) a causa della vastità dell’argomento; infatti gli studi che hanno dato origine a questo intervento, fanno intravedere che forse non si potrà raggiungere una visione completa.
Restano anche numerose desiderata: il discernimento dell’autenticità delle idee ippocratiche nelle sue opere oppure nei testi del Corpus hippocraticum.

1. Ippocrate nei documenti papali
Tra le opere del Petrus Hispanus, un medico con gradi accademici, poi fra quelle di Papa Giovanni XXI, si trovano due commenti su Ippocrate [3]: De regimine auctorum e Prognostica.
Nel nostro tempo il Papa Pio XII ha definito nel 1954 il significato etico-medico delle opere ippocratiche con le parole seguenti:
”Le opere di Ippocrate sono senza dubbio l’espressione più nobile di una coscienza professionale, che imponga inanzittutto di rispettare la vita e di sacrificarsi per gli ammalati e prenda in considerazione anche fattori personali: padronanza di sé, dignità, riservatezza. Sapeva presentare le norme morali ed inserirle in un vasto ed armonioso piano di studi, per cui faceva un regalo alla civiltà più magnifico che coloro che conquistarono gli imperi” [4].
Sulla stessa linea il Papa Paolo VI, metteva in guardia i medici considerando il progresso della medicina: “È ovvio che queste nuove questioni non debbano pregiudicare in nessun modo l’ideale medico che fa la medicina in una lunga tradizione di alcuni millenni, tramite il giuramento di Ippocrate, un difensore della vita. Una contaminazione di questo principio cardinale significherebbe un fatale passo indietro, che avrebbe delle conseguenze disastrose. Questo voi potete valutare meglio di ognun’altro” [5].
Papa Giovanni Paolo I scrisse con il titolo Illustrissimi delle lettere immaginarie a personaggi storici, compreso a Ippocrate, che “fu un contemporaneo di Socrate e come lui un filosofo”. Lo chiama “l’autore del famoso giuramento..., di un codice morale di un valore imperituro. I medici giurano in conformità a ciò a prescrivere la terapia adeguata per gli ammalati e di proteggerli da ingiustizie e soprattutto da svantaggi. Promettono solennemente di non interrompere nessuna gravidanza; s’impegnano ad andare solamente in una casa per aiutare gli ammalati, senza accettare delle tangenti. Inoltre giurano di mantenere sacrosanto il segreto professionale”. Con questo elenco degli impegni etico-medici Papa Giovanni Paolo I, legittima l’integrazione della deontologia greca antica nel modo di pensare del medico cristiano [6].
Papa Giovanni Paolo II, ha già menzionato nel 1978, in occasione dell’udienza all’Associazione dei Medici Cattolici Italiani, l’etica ippocratica mettendo in guardia di non far uso di medicinali che “contraddicono non solo l’etica cristiana ma ogni etica naturale, e che siano in contraddizione aperta con i doveri professionali espressi nel famoso giuramento del vecchio medico pagano” [7].
Nel suo discorso, tenuto ai membri dell ‘Assemblea Generale dell’Unione Mondiale dei Medici, sulla manipolazione genetica, che riduce la vita umana ad un oggetto, il Papa Giovanni Paolo II ammonisce: “Siano fedeli tutti i medici al giuramento di Ippocrate, che prestano in occasione della loro laurea” [8].
Nel 1987 il papa nel suo intervento ai partecipanti alla Conferenza Internazionale sull’”umanizzazione della medicina” esorta al servizio consapevole del proprio dovere per gli uomini: “Siate profondamente convinti di questa verità a causa della lunga tradizione, che risale alle intuizioni di Ippocrate stesso” [9].
Nella nomina dei membri della Pontificia Accademia per la Vita si fa cenno expressis verbis a Ippocrate, “proseguendo la tradizione ippocratica” [10]. Il 26 novembre 1994 il Papa Giovanni Paolo II menzionava nuovamente Ippocrate indicando il codice vaticano in cui il giuramento di Ippocrate fu scritto in forma di croce, un simbolo di concezione cristiana della natura umana, della santità ed anche del mistero di vi ta umana [11].
A causa di una visione diagnostico-differenziale delle vere cause delle malattie furono collegati nel cristianesimo primitivo il naturalismo ellenico ed il personalismo semitico [12] sotto la forza integrante del modello del “Christus medicus” e senza dubbio può essere attribuito al pensiero d’Ippocrate questo sviluppo verso il senso di un’etica responsabile in seguito vi furono delle formulazioni di giuramenti medici con preamboli di carattere monoteista e formule di conclusioni c on esplicito riferimento alla istanza trascendente, a Dio, davanti al quale veniva prestato tale giuramento [13].

2. Ippocrate nella Patristica e Scolastica
Per l’epoca della patristica c’è un’abbondanza delle citazioni delle opere autentiche d’Ippocrate e del Corpus hippocraticum. Cipriano di Cartagine, Gregorio di Nazianzo, Gregorio di Nissa, e Eusebio di Cesarea sostengono una teoria delle scienze naturali riguardo all’origine delle malattie, che risale a Ippocrate; però ci sono anche delle versioni magiche e demoniache. Eusebio cita ripetutamente Ippocrate in un capitolo sulla teoria delle malattie, in riflessioni riguardo al libero arbitrio, conosce la teoria della dieta; inoltre, il motto: “la natura è il miglior medico”. Ribadisce in riferimento ad Ippocrate l’importanza della prognosi e che nella relazione fra corpo e anima quest’ultima ha la priorità [14], [15]. Si ricordino anche i capitoli etico-medici della Didaché del primo secolo dopo Cris to: “non devi abortire un bambino e non devi uccidere un neonato” [16].
In Ildegarda di Bingen (1098-1179) la ricerca su quest’argomento fu negativa. Enrico Schipperges scrive: “Ildegarda di Bingen non dà una esplicita teoria a questo riguardo; non ripete il giuramento di Ippocrate e non parla della etica medica. Non troviamo scopi diretti di un carattere della sanità oppure modi concreti per una assistenza al malato, niente su che cosa si potrebbe istruire, niente di dogmatico che potesse creare una teoria dei doveri e della loro categoria. Eppure, le sue opere sono un contributo alla deontologia medioevale, e sono tanto più preziose, in quanto mancano opere simili in questo secolo; oppure non sono spesso presentate in modo serio e quindi non si possono prendere sul serio” [17].
Honorius Augustodunensis (morto dopo 1150) scrive di Ippocrate: “per medelam corporum deducit ad medelam animarum” [18]. Le conoscenze su Ippocrate e sul Corpus hippocraticum vennero tramite il cristianes imo nestoriano-siriano, che presta con le sue scuole e monasteri lo spazio in cui viene in quel tempo conservata e trasmessa l’opera filosofica e scientifica e più precisamente la linea di Aristotele di questa eredità: non solo Aristotele stesso, ma anche Euclide, Ippocrate, Galeno, Archimede. Le opere filosofiche, matematiche e mediche di questi autori sono state tradotte in primo luogo dal greco in siriaco e poi in lingua araba [19]. Il concetto di “potentia” si può attribuire al con cetto greco di “dynamis” e si trova anche nel Corpus hippocraticum, usato anche in attinenza con la malattia [20].
La recentissima elaborazione con computer dell’opera omnia di Tommaso di Aquino dà maggiore perfezione e sicurezza anche alla trattazione del nostro argomento.
Nel commento di Tommaso sulla meteorologia di Aristotele viene nominato Ippocrate alcune volte. Si tratta del significato delle stelle nell’ordine del mondo, di questioni della visione teologica, di principi metafisici, teorie scientifiche, astronomia ed astrologia [21].

3. Medicina pastorale
Un ulteriore campo delle fonti in cui si può trovare Ippocrate nei documenti ecclesiastici e teologiche, sono in manuali della medicina pastorale; esistono infatti relazioni tra il Corpus ippocraticum e la teologia per il fatto che le opere ippocratiche non sono solo un provato sistema di cura ma anche a causa dell’immagine umana, alla base della concezione cristiana, considerevoli comunanze delle persone sane e ammalate. Siano anche ricordati i capitoli etico-medici nella Didaché e la loro corrispondenza con Ippocrate.
Ippocrate venne citato due volte: sul comportamento dei coniugi durante la gravidanza (cfr. p.56) ed anche sulle possibilità terapeutiche di usare medicine popolari nel caso dell’epilessia cosa che appare naturalmente nell’odierna comprensione particolarmente discutibile (cfr. p. 192) [22].
Nel 1893, E.W.M. di Olfers nella sua medicina pastorale parlò d’Ippocrate, correndo avanti il suo tempo, definendo l’epilessia nel suo libro De morbo sacro come qualsiasi malattia, non più santa delle altre malattie [23]. August Stohr parla ripetutamente d’Ippocrate, in parte contro una medicina “teurga” dei Greci, la quale presenta certe somiglianze con la cura terapeutica dell’anima. Anche della discussione del classico Sex res non naturales, Stohr cita Ippocrate per quanto riguarda la dieta e generalmente i costumi di vita [24], [25].
Per la metà del XX secolo si può far il nome di Albert Niedermayer ed indicare numerose citazioni del Corpus hippocraticum inanzitutto l’apice etico-medico, il giuramento di Ippocrate, che viene assunto da numerosi autori (come Lichtenthaeler e altri) tra le opere autentiche di Ippocrate.
Da Albert Nidermayer si trovano punti affermativi ed anche problemi controversi, quest’ultimi soprattutto nel campo ginecologico.
Albert Nidermayer riassume l’importanza di Ippocrate: “... sebbene fosse stato pagano, potrebbe esser e ancora oggi, appena due mila anni dopo l’annunzio del Vangelo di Cristo, un esempio anche per presunti medici cristiani” [26]. Anticipando una medicina integrale Albert Nidermayer esprime la sua visione universale e caratterizza il vero medico che unisce nella sua concezione fondamentale gli elementi biologici, antropologici, medico-umani, sociali ed etico-metafisici [27].
Ippocrate, dal 460 fino al 360 a.C., ha lasciato una teoria medica, che connette l’osservazione esatta scientifica e l’esperienza con una etica alta ed umana. Le sue opere e quelle dei suoi studenti sono state riassunte nel voluminoso Corpus ippocraticum. In una visione retrospettiva viene dimostrata l’utilità proveniente dal bene compiuto dal medico esercitato in una medicina rimasta fino ad oggi. Questa à stata tramandata in campo cristiano in diversi modi (documenti papali, trattati teologici, testi di medicina pastorale), e può essere documentata da Ippocrate secondo le epoche storiche: è l’impegno per la salute e la consolazione della persona ammalata, indipendentemente dal cambiamento dei periodi del tempo: “saluti et solatio aegrorum”.

Dr. Med. Gottfried Roth
Professore di Medicina Pastorale
alla Università di Vienna

 

NOTE
1 GOTTFRIED ROTH, Hippokrates in päpstlichen Dokumenten.Acta medica catholika (Belgica) 2 (1995) 101-102.
2 GOTTFRIED ROTH, Hippokrates in päpstlichen Dokumenten.2. erweiterte Fassung.
Mitteilungen der katholischen Ärztegilde Österreichs.246 (1995) 3-6.
3 M.A. ALONSO, PEDRO HISPANO, Sciencia libri de anima, Barcelona 1961.
4 PIUS XII, Zur Geschichte der Medizin.Ansprache am 19Sep. 1954.In PIO XII, Discorsi ai medici.S.349 f., Roma 1959.
5 PAUL VI, Das ärzt liche Ideal nicht beeinträchtingen. L’Osservat.Roman (deutsche Ausgabe) 19.1.1973.
6 PAPST JOHANNES PAUL I, Illustrissimi, Padova, 1976.
7 PAPST JOHANNES PAUL II, Wort und Weisung im Jahr 1979, Rom-Kevelaer 1979.
8 PAPST JOHANNES PAUL II, Der apostolische Stuhl 1983, S.1155, Rom-Köln 1983.
9 PAPST JOHANNES PAUL II, Der apostolische Stuhl 1987, S.1699, Rom-Köln 1987.
10 Pontificia Academia pro Vita, Roma 1994.
11 JOHANNES PAUL II, Discorso del Santo Padre in occasione della Conferenza Internazionale promossa dal Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari e della Plenaria della Pontificia Accademia per la Vita, Roma 1994.
12 PEDRO LAIN ENTRALGO, Heilkunde in geschichtlicher Entscheidung, Salzburg 1956.
13 GOTTFRIED ROTH, Die monotheistischen Präambeln und Schlußformeln in den ärztlichen Eiden.Wissennschaft und Glaube 3 (1990) 115-121.
14 O.TEMKIN, Hippocrates ub the world of pagans and Christians,Baltimore and London 1991.
15 KA RL-HEINZ LEVEN, Medizinisches bei Eusebios von Kaiserea, Düsseldorf, 1987.
16 Didaché, 1, 6, 2, in fontes christiani.Didaché, traditio apostolica, Herder, Freiburg - Basel - Basilea - Wien - Barcelona - Rom - New York, 1991, S.103.
17 HILDEGARD VON BINGEN, Heilkunde, Salzburg 1957.
18 CHRISTIAN PROPST, Der deutsche Orden un sein Medizinalweisen in Preußen, Bad Godersberg 1969.
19 JOSEF PIEPER, Scholastik S.141 f.München 1960.
20 LEO J.ELDERS, Die Metaphysik des Thomas von Aquin, I, 124 Salzburg-München 1985.
21 S.Thomae aquinatis opera omnia, comentarium in Aristoteles et alios, Stuttgart - Bad Cannstatt 1980.
22 FR. X.BRITZGER, Handbuch der Pastoralmedizin, Regensburg 1859.
23 E. W. M.VON OLFERS, Pastoralmedizin.
24 AUGUST STÖHR, Die Naturwissenschaft auf dem Gebiete der katholischen Moral un Pastoral, Herder, Freiburg - B 1893 S141 f.
25 AUGUST STÖHR, Handbuch de Pastoralmedizin mit besonderer Berücksichtigung der Hygiene, Her der, Freiburg - B 1900.
26 A.NIEDERMEYER, Compendium der Pastoralmedizin, Wien 1953.
27 A.NIEDERMEYER, Grundriß der Sozialhygiene, Wien - Bonn 1957 S.30.