Numeri utili di Acireale

A.A. Sogg. Turismo 

095/60.45.21

ACI

095/764.77.77

Acquedotto Guasti    

095/89.57.65        095/763.14.85

Ass.to Turismo

095/89.52.73

Autoambulanza Misericordia

095/60.51.80

Biblioteca Pinacoteca Zelantea

095/763.45.16

Carabinieri 

095/89.41.86

Comune

095/763.45.28     095/763.45.42

Croce Rossa Italiana

095/60.41.30

Elettricità Guasti

800/011330

Guardia di Finanza

095/764.78.27

Guardia Medica

095/89.44.92

Municipio

095/60.17.20

Oggetti Smarriti (c/o VV.UU.)

095/60.78.29

Osservatorio Sismologico

095/763.45.20

Polizia

095/765.30.11

Polizia Municipale

095/60.71.65

Poste e Telecomunicazioni

095/60.42.72

Pronto Soccorso

095/89.44.15

Protezione Civile

095/763.45.20

Stazione FS 

095/60.51.05

Servizio taxi 

095/60.18.43

Terme S. Venera 

095/60.15.08

Terme S. Caterina 

095/60.12.50

Vigili del Fuoco

095/60.40.21        095/763.22.11

 

INFORMAZIONI

Comune di Acireale - Info Turismo - via Romeo - 095 895249

Azienda di Soggiorno e Turismo - c.so Umberto, 177 - 095 604521

Terme di Acireale - via delle Terme,61 - 095 601508

Stazione FF.SS. - 095 605105

Taxi - 095601843 - 095601623 - 095 607419

 

ALBERGHI

****

Aloha

095 604344

****

Santa Tecla Palace

  095 7634015

***

Hotel delle Terme

095 604480

***

La Perla Jonica

  095 7661111

***

Orizzonte

095 886006

***

Park Hotel Capomulini

095 877511

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Grande Albergo Maugeri

095 608666

 

 

 

    AUTOLINEE

Zappalà & Torrisi - Acireale - 095 7647139     Sito web: www.zappala-torrisi.it

 Acireale

Tutti i viaggiatori hanno sempre manifestato meraviglia per la magnificenza di palazzi e monumenti da grande città in questo centro di provincia. La storia di Acireale, che le ha conferito precocemente un ruolo rilevante nell'organizzazione del territorio circostante, può però ben spiegare l'immagine urbana che le sue classi dirigenti sono riuscite nei secoli a costruire. Il nome Akis era quello di un posto di sosta lungo la strada romana da Messina a Catania, vicino all'omonimo fiume, ma la vera storia di Acireale comincia dopo il 1169 quando terremoti ed eruzioni distrussero il vecchio centro spingendo gli abitanti verso le varie borgate che in età moderna hanno costituito i "casali" di Acireale e che spesso riprendono il nome del mitico pastore Aci. Il nucleo più consistente diede vita ad Aquilia Nuova, lungo la costa, abbandonata però nel 1326 per il più sicuro altopiano dove oggi sorge la città. Il nome attuale risale al 1642, quando in seguito alla separazione amministrativa dei suoi casali la città assunse la definizione di "reale" per sottolineare  il  suo  prestigio  di  centro demaniale nei confronti dei primi che costituivano la "Aci baronale" (erano stati venduti ai Diana). A partire dal '400 il suo sviluppo economico è notevole: nei 1422 le viene concesso il privilegio di una fiera "franca"; nel corso del '600 i suoi abitanti sono i maggiori concessionari enfiteutici delle terre della  Contea  di Mascali dando vita alla trasformazione in vigneto dell'originaria economia silvo-pastorale del versante orientale etneo; nel 1641 ottiene la magistratura del "patrizio",  carica  riservata  ai  centri  più prestigiosi dell'isola; nel 1781 riesce ad ottenere, nonostante l'opposizione di Catania, il permesso per la tessitura della seta, prima riservata a questa, e ben presto ne diviene punto di riferimento per il commercio e la produzione. Sono le risorse della  fiorente  economia  acese  a permettere alla sua classe  dirigente  di salvaguardare  l'indipendenza della città, attraverso una serie di costosi "riscatti" che annullavano le ripetute vendite del centro da parte dei sovrani per far fronte alle loro esigenze finanziarie. Nella prima metà dell'Ottocento la crescente concorrenza catanese e la crescita commerciale di Riposto, causarono una crisi della sua influenza nel territorio, anche per la mancanza di una rada che consentisse un sicuro approdo delle navi. L'istituzione nel 1838 della sottointendenza, che la rendeva sede di direzione amministrativa, le permise di riprendere in parte il suo antico ruolo, confermato dopo l'unificazione con la sottoprefettura. Acireale espone in piazza Duomo lo spettacolo dei suoi edifici più imponenti ed importanti. La piazza costituisce effettivamente il centro della città, dove potere politico e religioso hanno insediato le loro sedi. Il Duomo, costruito tra il 1597 e il 1618, dedicato all'Annunciata e a Santa Venera, è stato modificato nel '700. La facciata (primi del '900) romanico-gotica si deve all'architetto palermitano Giovanni Battista Basile. Seicenteschi sono però il portale e le statue che lo adornano, opera di Placido Blandamonte. All'interno si osservano affreschi di Pietro Paolo Vasta (1736-1737) e di Giuseppe Sciuti (1905), la cappella seicentesca di Santa Venera (patrona della città) affrescata da Antonio Filocamo (1711), la meridiana di Ch. H. F. Peters (1843), e il fercolo argenteo che si porta in processione il 26 luglio, opera degli orafi Mario D'Angelo e Girolamo Carnazza (1659), completato nel 1783 da Vito Blandano.Accanto al Duomo si trova la basilica dei SS. Pietro e Paolo, con affreschi e dipinti di Pietro Paolo Vasta e del figlio Alessandro all'interno. Sul lato sud della piazza sorge il palazzo Comunale, esempio del barocco fiorito catanese, che ospita anche il Gabinetto di lettura dell'Accademia degli Zelanti e Dafnici.Tra le altre chiese barocche e i palazzi nobiliari che caratterizzano il volto della città, si segnalano la basilica di San Sebastiano in piazza L. Vigo, con una facciata barocca e una balaustrata sormontata da 10 statue di Giovanni Battista Niarino (1754) e all'interno affreschi e tele di Pietro Paolo Vasta, affreschi di Alessandro D'Anna, di Giovanni Lo Coco e il fercolo settecentesco del santo, in argento; le chiese di S. Maria degli Angeli, del Suffra­gio, dei Crociferi, della Maddalena (tutte con affreschi e dipinti settecenteschi dei Vasta); il seicentesco palazzo Modò; il classicheggiante palazzo Pennisi di Floristella;  la  casa  di  Lionardo  Vigo, (prestigioso intellettuale acese del secolo scorso cui é eretto un busto nell'omonima piazza) attribuita a Sebastiano Ittar; il palazzo Calanna con all'interno affreschi di Giuseppe Sciuti (1904). Tra le istituzioni culturali di maggior ri­lievo è la Biblioteca Zelantea (via Marchese di Sangiuliano 15), fondata nel 1671, con un patrimonio di circa 150 mila volumi e molti incunaboli e cinquecentine. L'Accademia degli Zelanti sorse nello stesso anno della Biblioteca e in seguito si fuse con un'altra accademia, la Dafnica. Nello stesso edificio si trovano l'Archivio storico comunale e la Biblioteca di L. Vigo, la Pinacoteca (con opere tra gli altri di Guido Reni, Luca Giordano e Salvator Rosa), il Museo archeologico (custodisce il cosiddetto busto di Giulio Cesare, scoperto presso Capo Mulini) e il Museo del Risorgimento; qui è custodita la berlina del senato acese, decorata da A. Vasta. Una visita infine merita la villa Belvedere da cui si osserva il panorama verso il mare e l'Etna. Anche se non riveste l'importanza di un tempo, Acireale resta un centro culturale ed economico di riferimento per l'area circostante, sia per i suoi numerosi istituti scolastici, sia per la presenza dell'istituto Sperimentale di Agrumicoltura e per le iniziative dell'Accademia, sia per la produzione e il commercio agrumario.  E’ inoltre un importante centro turistico e tra le sue attrazioni sono le terme di Santa Venera, aperte tutto l'anno, un grande stabilimento risalente al 1873 che utilizza le acque di una sorgente già nota ai Romani che per sfruttarla vi avevano edificato un complesso termale (contrada S. Venera al Pozzo) di cui restano alcuni ruderi. Frutto del caratteristico insedia­mento della zona sono le numerose frazioni e borgate che dipendono da Acireale, sparse in tutto il suo territorio, soprattutto lungo la costa, molto spesso rinomate località turistiche, da Guardia­Mangano a Capo Mulini, a Pozzillo, a Santa Tecla, a Santa Maria la Scala (con le case raggruppate attorno alla chiesa). Un'edificazione spesso non controllata ha però danneggiato l'ambiente originario limitando al contempo le potenzialità turistiche della zona: i paesini sul mare sembrano spesso riprodurre la fisionomia dei caotici paesi urbani frutto di una troppo rapida espansione.