L'Opera  dei  Pupi di Acireale

L'opera dei Pupi è il teatro tradizionale della Sicilia che si distingue da altre forme di teatro popolare per la particolare meccanica di movimento e per i suoi contenuti e canovacci prevalentemente d'ispirazione epico-cavalleresca.

La tradizione dell'Opera dei Pupi, comunque, affonda le proprie radici nei "maggi epici", nel "cuntu" e nel teatro delle marionette in genere, ma a differenza di questi pone al centro del proprio essere la battaglia e il combattimento come forma di rivalsa storico-sociale del popolo.

Spinta dalla rilevante opera svolta dal teatro dell'arte e dai cantastorie, l'opera dei pupi si realizza, nella forma in cui oggi si conosce, nei primi decenni dell'ottocento.  

Le aree geografiche che più di ogni altro furono legate a quest'innovazione tecnico-artistico furono Palermo, Catania, ed Acireale.

Gli iniziatori di quest'arte furono, nella Sicilia occidentale, i Greco ed i Canino, mentre nella parte orientale, le famiglie Crimi e Grasso. La Famiglia che più d'ogni altra diede pulsione alla storia dei pupi, fu quella dei Grasso, nella provincia di Catania, a cui si riconosce  l'invenzione dei "pupi armati".

I loro pupi alti 140 cm. ed il cui peso superava i 25/30 Kg., furono la grande innovazione del teatro di figura popolare siciliano.

Don Giovanni Grasso, capostipite della famiglia, nato ad Acicatena (CT) nel 1792, diede notevole impulso alla realizzazione di pupi la cui struttura assomigliava a degli "uomini di legno", ed insieme ai figli, furono i precursori di "nuovi artisti e teatranti" dell'opera dei pupi in tutta la Sicilia orientale.  

Giovanni, il nipote di don Giovanni Grasso, nato ad Acireale nel 1873, dopo un'esperienza come puparo, nella città natìa, fu grande interprete del teatro di prosa siciliano, ed insieme ad Angelo Musco, anch'egli espressione delle "botteghe dei pupari", diedero vita al teatro di prosa siciliano. 

La scuola dei pupari di Acireale, quindi, iniziatrice e continuatrice della tradizione, ha dato grande impulso nel panorama isolano, realizzando anche, sostanziali innovazioni alla tecnica di manovra dei pupi. Infatti i pupi acesi, a differenza delle scuole di Catania e Palermo, vengono manovrati dall'alto di un banco di manovra, posto al di sopra dei pupi stessi, ad un'altezza di cm. 140. Tale innovazione fu operata ad Acireale, negli anni '20, dal puparo Mariano Pennisi, padre adottivo di Emanuele Macrì, il più rappresentativo puparo del passato, nella città di Acireale.

Tra la fine degli anni '40 e gli inizi degli anni '50, Turi Grasso, appena sedicenne, comincia a frequentare il teatro di Macrì di Acireale.

Nel 1963, anno in cui lascia il teatro del suo maestro, egli intraprende la carriera di puparo, realizzando la continuazione del teatro dei pupi della "scuola acese",

Oggi Turi Grasso, pur avendo festeggiato ormai i suoi cinquant'anni di attività, continua insieme a figli e nipoti, ancora sulle tavole del suo palcoscenico, tra urla e gemiti di coraggiosi paladini, a dar "vita" ai suoi pupi e a tener viva, con essi, la "Storia dei Pupi di Acireale".

 

 

I pupi sono stati riconosciuti patrimonio dell'umanità da parte dell'UNESCO.